È morto durante un turno di vigilanza notturna, in condizioni climatiche estreme, Pietro Zantonini, 55 anni, originario di Brindisi.
Cortina, vigilante trovato morto durante il servizio: disposta l’autopsia
La tragedia si è consumata nella notte tra il 7 e l’8 gennaio a Cortina d’Ampezzo, nei pressi del cantiere dello stadio del ghiaccio, collegato alle opere per le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026.
L’uomo lavorava come vigilante ed era arrivato in Ampezzo lo scorso settembre con un contratto a termine, già prorogato, che sarebbe scaduto a fine gennaio. Durante il servizio trascorreva la notte in un gabbiotto riscaldato da una stufetta, uscendo ogni due ore per effettuare le ronde di controllo. Nella notte del decesso le temperature erano scese ben oltre i dieci gradi sotto zero.
Secondo quanto ricostruito, Zantonini avrebbe avvertito un malessere e contattato telefonicamente alcuni colleghi. L’allarme è scattato poco prima delle 2, con la chiamata al 118. All’arrivo dei soccorsi, però, per l’uomo non c’era ormai più nulla da fare: un malore improvviso lo aveva già ucciso.
La moglie, giunta a Cortina dalla Puglia, ha presentato denuncia ai carabinieri. Il pubblico ministero Claudio Fabris ha disposto il sequestro della salma e l’autopsia, per chiarire le cause del decesso e verificare eventuali responsabilità.
La famiglia, assistita dall’avvocato Francesco Dragone, chiede che venga fatta piena luce sull’accaduto e sottolinea come Zantonini avesse più volte espresso preoccupazioni per i turni notturni prolungati, le condizioni di lavoro e la carenza di adeguate tutele, soprattutto in presenza di temperature rigide.
La vicenda riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza sul lavoro, in particolare nei cantieri e nei servizi collegati ai grandi eventi. Una tragedia che arriva a poche settimane dall’avvio dei Giochi e che scuote il percorso di avvicinamento alle Olimpiadi.
Numerose le reazioni istituzionali e sindacali. Simico, la società infrastrutture di Milano-Cortina, ha espresso cordoglio precisando che il cantiere non rientra tra quelli di propria competenza e attendendo gli esiti delle indagini.
Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha manifestato profondo dolore per la morte del vigilante, annunciando di aver chiesto informazioni dettagliate sul contratto e sulle mansioni svolte, ribadendo che la sicurezza sul lavoro deve avere priorità su qualsiasi altra esigenza, compresa la velocizzazione delle opere.
Cordoglio anche dal sindaco di Cortina Alberto Lorenzi e dal presidente del Veneto, che ha definito “inaccettabile” la scia di morti sul lavoro che ha segnato l’inizio del 2026. Dura la presa di posizione dei sindacati: la Cgil bellunese punta l’attenzione sulle turnazioni esasperate e sulle condizioni critiche nel settore della vigilanza privata, mentre Uil e Cisl chiedono di accertare se il senso del dovere e l’esposizione al freddo abbiano avuto un ruolo determinante nel decesso.
Le indagini sono ora affidate alla magistratura, chiamata a chiarire se la morte di Pietro Zantonini sia stata una tragica fatalità o l’esito di condizioni di lavoro non adeguate.