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Stalking e maltrattamenti, scattano arresto e braccialetto elettronico: due casi a Belluno

In Questura a Belluno il bilancio delle ultime operazioni sui reati da “codice rosso”

Stalking e maltrattamenti, scattano arresto e braccialetto elettronico: due casi a Belluno

Due interventi significativi contro i reati riconducibili al cosiddetto “codice rosso”.

Stalking e maltrattamenti, scattano arresto e braccialetto elettronico: due casi a Belluno

È quanto illustrato oggi, nel corso di una conferenza stampa tenutasi nella sala riunioni della Questura di Belluno, dalla dirigente della Squadra Mobile, Cristina Rizzo, e dal funzionario della Divisione Anticrimine, Giovanna Cafaro. Operazioni diverse tra loro, ma accomunate dalla rapidità d’azione e dall’obiettivo primario: la tutela immediata delle vittime.

Il primo episodio riguarda un arresto in flagranza per atti persecutori, avvenuto lo scorso 9 gennaio. La vittima è una cittadina georgiana che da mesi subiva continui tentativi di contatto tramite telefono e social network. Una situazione degenerata a partire da settembre, quando l’indagato aveva iniziato ad appostarsi quotidianamente sotto l’abitazione in cui la donna vive e lavora.

Le numerose segnalazioni hanno consentito agli investigatori della II Sezione della Squadra Mobile di intervenire tempestivamente. Dopo la convalida dell’arresto, l’Autorità giudiziaria ha disposto nei confronti dell’uomo il divieto di avvicinamento, con l’applicazione del braccialetto elettronico.

Il secondo intervento affonda le radici nel periodo natalizio. Il 27 dicembre 2025 una donna, accompagnata dai suoi quattro figli, si è presentata in Questura per chiedere aiuto, denunciando anni di maltrattamenti in ambito familiare.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Belluno, hanno permesso di ricostruire un quadro di violenze reiterate da parte del marito, cittadino moldavo, nei confronti della moglie e della figlia maggiorenne.

In un primo momento il nucleo familiare è stato collocato in una struttura protetta; nella giornata di ieri la Squadra Mobile ha dato esecuzione all’ordinanza cautelare che prevede l’allontanamento dell’uomo dalla casa familiare, il divieto di avvicinamento e l’applicazione del braccialetto elettronico. A ciò si aggiunge l’ammonimento del Questore di Belluno per maltrattamenti in famiglia.

Due casi che confermano l’impegno costante della Questura di Belluno sul fronte dei reati più gravi e delicati, quelli che colpiscono la sfera personale e familiare delle vittime. Un’attività che si muove su un doppio binario: repressione, ma anche prevenzione, con l’utilizzo degli strumenti normativi oggi a disposizione per interrompere situazioni di pericolo prima che degenerino ulteriormente.

Un messaggio chiaro, infine, arriva dalle forze dell’ordine: la protezione delle vittime passa anche dal coraggio di denunciare. Un passo difficile, ma fondamentale, che può fare la differenza e attivare una rete di tutela concreta e immediata.