Tribunale di Belluno

Morte sul lavoro all’Intersocks: due patteggiamenti e un rinvio a giudizio

Condanne con pena sospesa per l’incidente costato la vita a Zeljko Manarin. Processo al datore di lavoro il 16 marzo

Morte sul lavoro all’Intersocks: due patteggiamenti e un rinvio a giudizio

Due patteggiamenti e un rinvio a giudizio per l’infortunio sul lavoro di due anni fa all’Intersocks, in Alpago, in cui perse la vita il magazziniere Zeljko Manarin.

Morte sul lavoro all’Intersocks: due patteggiamenti e un rinvio a giudizio

F.F., 62enne amministratore della New Koko’s srl, ha patteggiato un anno di reclusione (pena sospesa), mentre A.P., 65enne responsabile amministrativo della Intersocks srl, un anno e tre mesi (pena sospesa).

Entrambi sono stati condannati alla rifusione delle spese legali di costituzione di parte civile. P.S., 46enne datore di lavoro della Intersocks srl, è stato invece rinviato a giudizio.

L’infortunio sul lavoro accadde il 18 dicembre 2023. F.F., alla guida di un carrello elevatore, aveva inforcato un impianto di aspirazione (già smontato, incellofanato e posizionato su pallet) per trasferirlo sul pianale di un camion.

A causa dell’instabilità del carico, tuttavia, Manarin e un altro dipendente si erano posizionati ai lati dello stesso per mantenerlo in equilibrio. Quando F.F. arrivò davanti al camion e sollevò le forche, l’impianto si ribaltò a terra investendo Manarin.

La famiglia della vittima si è affidata a Giesse, gruppo specializzato nella gestione di infortuni sul lavoro.

“Come sottolineato anche dal ctu Franco Curtarello – spiega il referente Giesse Alain Menel – il carrello elevatore e le dimensioni delle forche non erano idonei al movimento e al trasporto di quel carico che, tra le altre cose, venne appoggiato su due piccoli pallet particolarmente deteriorati. F.F., inoltre, era sprovvisto dell’abilitazione per guidare il carrello elevatore. Insomma, una serie di negligenze e imprudenze che, purtroppo, causarono la morte del povero Zeljko, assunto dalla Intersocks come manutentore e magazziniere”.

Il terzo imputato, S.P., non ha chiesto riti alternativi ed è stato rinviato a giudizio. La prima udienza sarà celebrata il 16 marzo davanti al giudice Cavalli.