Gli appuntamenti imperdibili a Belluno e provincia. Ecco i nostri consueti consigli per sabato 21 e domenica 22 febbraio 2026.
Cosa fare a Belluno e provincia nel weekend
CASTELLO DI ZUMELLE. A cena nel palazzo di Elsa
- Sabato 21 febbraio
l meraviglioso Palazzo di Elsa è pronto ad aprire le sue porte a principesse e supereroi, che vi faranno diventare i protagonisti di una cena all’insegna della magia e veramente indimenticabile! Il nostro Castello si vestirà di magia e luccicanti scintilii per accogliervi e lasciarvi senza parole, ma voi dovete essere pronti ad attraversare le lande ghiacciate per poter vivere l’incanto di una serata favolosa.

Menù della serata:
Adulti 45€
❄️ Tortino di zucca su salsa al parmigiano
❄️ Lasagne ai porri, patate e pancetta
❄️ Roast-beef con salsa ai funghi e patate arrosto
❄️ Tiramisù
Bambini 25€ (2-10 anni)
❄️ Lasagne alla bolognese
❄️ Cotoletta con patatine fritte
❄️ Tiramisù
Il prezzo è comprensivo di acqua, vino e bibite. Segnalare eventuali intolleranze al momento della prenotazione. La prenotazione è obbligatoria e verrà richiesta una caparra confirmatoria di 10€ a testa, restituibile solo in caso di annullamento da parte dell’organizzatore. Per info e prenotazioni scrivere ad eventi@castellodizumelle.it
MUSEO ETNOGRAFICO CESIO. Scivolare
- Sabato 21 febbraio
Dal 30 gennaio al 30 aprile 2026, il Museo Etnografico delle Dolomiti ospita “La slitta fra tradizione, gioco e competizione”, un’esposizione temporanea che racconta la neve e le slitte in tutte le loro declinazioni: da mezzi di trasporto quotidiano, di gioco e svago, agli attrezzi sportivi di discipline olimpiche e paralimpiche.
L’esposizione si sviluppa in due aree:
- Sala delle mostre temporanee
Qui si apre il percorso espositivo, iniziando una sorta di viaggio a ritroso nel tempo: si entra subito nel turbine della velocità con il video girato in prima persona dall’atleta che ha provato per la prima volta la nuova pista da bob di Cortina. Si parla infatti di discipline olimpiche di discesa sul ghiaccio, con particolare attenzione allo skeleton e allo slittino, di cui saranno esposti due esemplari consegnati direttamente dalle nazionali italiane impegnate nei prossimi Giochi olimpici, grazie all’interessamento della FISI. La sezione è dedicata in particolare ai campioni italiani di queste specialità ed è arricchita da splendide foto e video concessi dal Museo olimpico di Losanna.
Un altro modello di slittino attira la nostra attenzione: è quello studiato appositamente per gli atleti che si cimentano nella disciplina sportiva dell’Hockey paralimpico. Uno sport di squadra veloce ed impegnativo, nel quale gli atleti usano due corte mazze le cui estremità diverse servono sia spingersi sul ghiaccio che a segnare nella porta avversaria.
A ritroso nel tempo si entra poi nella sezione dedicata allo sviluppo del turismo invernale nelle Dolomiti bellunesi, dove scopriremo che il primo impianto di risalita ad uso degli sciatori fu concepito negli anni ‘30 anch’esso come un’enorme slitta con pattini metallici, munita di panche, che veniva trascinata verso l’alto da un sistema meccanico e che veniva chiamata per l’appunto slittovia!
In questa sezione oltre a godere della creatività dei designer nel progettare le forme più curiose di slitte, bob e skibob, torneremo al tempo del boom economico quando le piste da sci erano ancora condivise da sciatori e da chi preferiva scendere con l’amata slitta.
Facendo ancora un passo indietro nel tempo, si potranno ammirare gli slittini tradizionali del territorio che nulla hanno a che vedere con il disegno di slitta industriale che tutti abbiamo in mente: il ferion, o ferada, pesante e compatto slittino da ghiaccio con i affilati pattini in ferro, lo slittino monopattino e il musset, leggero slittino da neve, costruito abilmente ad incastro con varie essenze legnose.
Ma il cuore di questa sezione è il tema del ricordo: le antropologhe di Isoipse, Paolo Maoret e Lorenzo Cassol hanno intervistato decine di persone per raccogliere le loro testimonianze degli inverni del passato, dei giochi sulla neve, dell’incanto di una stagione invernale in cui tutto era bianco da novembre a marzo e giocare sulla neve era un rito comunitario. Un video e numerose bellissime foto d’archivio ci proietteranno nell’epoca in cui le strade, aperte con il varsor, diventavano piste naturali alla portata di chiunque!
Per entrare ancor di più nell’atmosfera, consigliamo a tutti di ascoltare le puntate del podcast NEVICA!, prodotto da Piombo Podcast, che dà voce ai nostri testimoni.
Da qui al racconto delle entusiasmanti gare di comunità, con i bob da strada e con le antiche slitte da lavoro è un attimo. In esposizione un bellissimo esemplare di bob di fattura artigianale, gentilmente prestato dalla Casa Museo Angiul Sai di Costalta di Cadore, con tanto di cerchi olimpici dipinti sull’avantreno a testimoniare l’entusiasmo e il desiderio di emulazione dei campioni delle Olimpiadi del ‘56.
Una sezione a parte abbiamo voluto dedicarla alla pista naturale da slittino di Colmean di Canale d’Agordo che all’apice della sua storia ospitò le gare di coppa del mondo, con atleti provenienti da quindici nazioni.
Un ultimo flashback ci porterà a mostrare l’uso della slitta quale umile, quotidiano ed essenziale mezzo di trasporto di fieno, legname, pietre duramente ricavati dal lavoro dell’uomo sui ripidi pendii che caratterizzano le Dolomiti bellunesi.
Questa sezione si chiude con una domanda: Chi porta a monte la slitta? E con una foto estremamente rappresentativa: una donna pronta a partire per i prati da sfalciare, con un’enorme slitta da fieno sulle spalle, ricoperta a sua volta da falci, rastrelli, teli, corde, paiolo e botticella per l’acqua, a ricordarci le fatiche disumane delle generazioni che ci hanno preceduto. - Sala del pendio
La seconda e ultima parte della mostra è ospitata nella sala del pendio, dove le slitte dell’esposizione permanente saranno ulteriormente valorizzate ricordando il loro ruolo essenziale anche per il trasporto delle persone ( e della posta!) durante le lunghe stagioni invernali, quando le carrozze trainate da cavalli necessariamente venivano messe a riposo.
Qui una nuovissima postazione multimediale ci consentirà di esplorare il Glossario della neve, ossia le infinite sfumature per definire la neve e le nevicate nelle valli delle Dolomiti Bellunesi, progetto condiviso con il Glossario online ospitato nella piattaforma MuseoDolom.it ma anche i tanti nomi con cui erano definite le slitte e i detti sulla neve legati ai santi del calendario e all’osservazione della natura al fine di prevedere le nevicate.
SEREN DEL GRAPPA. Giri..amo le pagine
- Sabato 21 febbraio
Letture animate a tema per bambini da 0 a 6 anni e le loro famiglie e/o per tutti gli appassionati di letture per l’infanzia. A cura di Federica De Col, formatrice esperienziale e operatrice Nati per Leggere. Sabato 21, dalle 10, alla libreria Quattro Sass.

BELLUNO. Bianco Nevegal
- Domenica 22 febbraio
BIANCO NEVEGAL – ciaspolata giornaliera – GUIDA MICHELA Il più bel panorama sia verso la pianura veneta e il mare, sia verso le Dolomiti, ce l’ha solo il Nevegal! Facile da raggiungere, bianco di neve, con tracce, emozioni e una bella ciaspolata per tutti! Portarsi il pranzo al sacco, presenti strutture di appoggio lungo il percorso. Ritrovo: ore 9.00 al parcheggio del bar-ristorante “La Casera” in Nevegal (Belluno) – Dislivello: 400m – Difficoltà: media – Lunghezza percorso 10km – Costo: 25 euro – eventuale noleggio ciaspe+bastoncini 10 euro/paio – ammessi 15 partecipanti max. Info e adesioni: 3290040808 – guide.pndb@gmail.com.

CESIOMAGGIORE. Cantastorie
- Domenica 22 febbraio
CANTASTORIE (prove di .. ) è il titolo del nostro progetto nato in un giorno della tarda primavera del 2025. Strimpellando una chitarra malconcia e leggermente scordata, ed eruttando parole come un ruscello montano in piena fantasticavamo di .. SILENZIO GUERRA CAMBIAMENTO e LIBERTA’.. disquisendo su valori e significati ..
Così è partito Cantastorie e così lo porteremo in scena, “In Prova”, come dice il sottotitolo. Cantando Dylan e De Gregori, Capossela, John Lennon e Gaber, De Andrè e Guccini, accompagnati dalle parole di illustri scrittori e aggiungendo il nostro colore, le nostre spezie, abbiamo dato forma ad uno spettacolo che non è un concerto e nemmeno uno show teatrale .. è solamente il nostro .. Cantastorie (prove di.. ).
Insieme a al pubblico faremo un VIAGGIO INTIMO, silenzioso, malconcio e stonato e a tratti anche un po’ malinconico, dipanato tra letture e canzoni popolari, suonate e cantate insieme a voi. Cantastorie (prove di ..) è spettacolo Pop, di tutti e per tutti, .. tutti insieme perché come diceva Giorgio Gaber: “LA LIBERTA’ E’ PARTECIPAZIONE”. Appuntamento alle 18 nella sala polifunzionale di Pradenich.