In Tribunale

Sesso con il prete, poi il ricatto: “Sono incinta”

In aula il racconto choc del sacerdote: «Diceva di essere incinta e voleva soldi per abortire». Due imputati per circonvenzione di incapace

Sesso con il prete, poi il ricatto: “Sono incinta”

Un presunto ricatto a sfondo sessuale, richieste di denaro sempre più pressanti e una relazione controversa sono al centro del processo che vede imputati due quarantenni con l’accusa di circonvenzione di incapace.

Immagine di copertina creata con IA  

Sesso con il prete, poi il ricatto: “Sono incinta”

Parte offesa è un sacerdote oggi 73enne, che ha testimoniato in aula davanti al giudice Federico Cavalli.

L’uomo, originario di Castello di Godego e all’epoca parroco in alcune frazioni del Feltrino, ha raccontato di aver conosciuto nel 2020 una giovane che si presentava come “Anna”, dichiarando inizialmente di avere 16 anni. Il religioso ha spiegato di aver iniziato ad aiutarla economicamente, colpito dalla sua situazione, ma che nel tempo il rapporto sarebbe degenerato.

Secondo quanto emerso nel procedimento, tra i due ci sarebbero stati anche rapporti intimi. Il sacerdote ha riferito in aula di essere stato poi sottoposto a pressioni e richieste di denaro: la donna avrebbe sostenuto di essere rimasta incinta, chiedendo soldi per abortire e per evitare che la vicenda diventasse pubblica.

La ricostruzione, tuttavia, presenta diverse incongruenze. Durante la testimonianza, il parroco ha mostrato difficoltà nel ricordare con precisione gli eventi, in alcuni passaggi fornendo versioni differenti rispetto a quanto dichiarato nella querela presentata ai carabinieri nel 2022. In quell’occasione, infatti, aveva parlato di più rapporti e di richieste economiche molto elevate, fino a decine di migliaia di euro.

La situazione, secondo il suo racconto, sarebbe diventata insostenibile, tanto da portarlo a un periodo di ricovero per problemi legati allo stato psicologico. Una volta rientrato, la donna avrebbe ripreso a chiedere denaro.

A quel punto il sacerdote si è rivolto ai carabinieri, organizzando con loro un incontro che si è rivelato decisivo: durante la consegna dell’ennesima somma richiesta, la donna è stata fermata dai militari.

Nel corso dell’udienza si è discusso anche della natura dei soldi versati, tra aiuti e presunti prestiti, e delle circostanze dei rapporti tra i due. Il sacerdote ha ammesso di aver agito anche nella speranza di recuperare quanto dato: “Ero arrivato al punto di voler riavere indietro i miei soldi a tutti i costi” ha dichiarato.

Le indagini proseguono per chiarire i contorni della vicenda e accertare eventuali responsabilità degli imputati.