Il tepore primaverile che ha accarezzato la Valbelluna nelle ultime ore sta per subire un brusco arresto. Dopo un martedì 24 marzo stabile e soleggiato, una potente sacca di origine nord-atlantica sta per puntare dritta verso il cuore delle Alpi orientali. L’aria fredda, proveniente dalle latitudini artiche, riporterà la provincia di Belluno in pieno inverno nel giro di pochissimo tempo.
Il cronoprogramma: pioggia e crollo termico
Il cambiamento, secondo i bollettini emessi da Arpav, inizierà a manifestarsi concretamente tra mercoledì 25 e giovedì 26 marzo 2026. Sebbene la mattinata di mercoledì si apra con una nuvolosità ancora innocua, l’instabilità aumenterà rapidamente dal pomeriggio, portando a un peggioramento diffuso in serata.
Domani, mercoledì 25 marzo, la probabilità di precipitazioni è considerata alta (75-100%) su tutto il territorio montano. Il vero shock avverrà però tra la notte di mercoledì e la mattina di giovedì 26, quando il significativo calo delle temperature si accompagnerà a un forte rinforzo dei venti settentrionali.
I dati per il Bellunese
Il dato più rilevante riguarda il drastico abbassamento del limite delle nevicate, tipico di queste irruzioni d’aria artica tardive.
Secondo le proiezioni del Centro Valanghe di Arabba, sulle Dolomiti la quota neve, inizialmente attestata sui 1400-1600 metri, subirà un tracollo verticale. Già nel corso della serata di mercoledì i fiocchi inizieranno a scendere verso i 600-900 metri.
L’apice del freddo è atteso nelle prime ore di giovedì 26 marzo, quando la neve potrà raggiungere gran parte dei fondovalle bellunesi. In quota, sopra i 2000 metri, sono previsti accumuli di neve fresca tra i 5 e i 15 cm, che assumeranno carattere di vera e propria bufera a causa delle raffiche di vento.