Incidente mortale

Tragedia a Belluno: ciclista si schianta contro un muro nel buio tornando dal turno di notte

Un trentaquattrenne di origini sudanesi perde la vita in via Sant'Antonio

Tragedia a Belluno: ciclista si schianta contro un muro nel buio tornando dal turno di notte

Lunedì 13 aprile 2026, intorno alle ore 2:30, si è consumato un dramma stradale nel cuore di Belluno. Un lavoratore di 34 anni, cittadino di origini sudanesi, ha perso la vita mentre percorreva via Sant’Antonio in sella alla propria bicicletta. Il giovane stava facendo rientro a casa dopo aver terminato il turno lavorativo notturno, quando ha perso il controllo del mezzo finendo violentemente contro la parete di un’abitazione.

La dinamica dello schianto in via Sant’Antonio

Secondo le prime ricostruzioni, il trentaquattrenne stava percorrendo la strada, caratterizzata da una pendenza significativa e da una carreggiata ridotta. L’impatto contro la facciata dell’edificio è stato fatale: il ciclista ha riportato lesioni gravissime alla testa che ne hanno causato il decesso immediato. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti vi è la possibilità che il mezzo abbia centrato una buca nell’asfalto, rendendo il veicolo impossibile da governare durante la discesa.

L’illuminazione pubblica spenta per risparmio

Un elemento centrale dell’evento riguarda la visibilità stradale al momento del sinistro. In quel tratto di via Sant’Antonio l’oscurità era totale a causa del provvedimento comunale che prevede lo spegnimento dei lampioni pubblici nella fascia oraria compresa tra le 2:00 e le 6:00. La misura, adottata dall’amministrazione per contenere i costi energetici, avrebbe lasciato il soggetto nell’impossibilità di scorgere eventuali insidie del manto stradale o di valutare correttamente le distanze dai margini della via.

Il dibattito sulla sicurezza urbana

La morte del giovane operaio riaccende le polemiche sulla gestione della sicurezza stradale legata ai tagli dell’illuminazione. I soccorritori, giunti sul posto poco dopo l’incidente, non hanno potuto far altro che constatare la morte del trentaquattrenne. Le autorità locali dovranno ora stabilire se la mancanza di luce sia stata il fattore determinante che ha impedito alla vittima di evitare l’ostacolo o la perdita di equilibrio fatale.