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Belluno, il lavoro c'è ma le aziende non trovano personale

La provincia dolomitica, secondo lo studio della Cgia di Mestre, si colloca nelle prima parte della classifica delle province italiane per difficoltà nel reperire dipendenti

Belluno, il lavoro c'è ma le aziende non trovano personale
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Le aziende cercano personale ma faticano a trovarlo: è il paradosso del mercato del lavoro messo in luce da uno studio della CGIA di Mestre. In questo contesto la provincia di Belluno si colloca nelle prima parte della classifica delle province italiane per difficoltà nel reperire dipendenti.

Il lavoro c'è ma le aziende non trovano personale

Il mercato del lavoro in Italia presenta chiari paradossi, come evidenziato dall'Ufficio Studi della CGIA di Mestre su dati del 2022. Sebbene il numero di disoccupati nel paese sia di poco meno di due milioni, con circa 800mila di loro situati nella fascia di età compresa tra i 15 e i 34 anni, il Ministro del Lavoro italiano afferma che ci sarebbero un milione di posti di lavoro scoperti.

Questo fenomeno non è una novità, poiché da tempo la domanda e l'offerta di lavoro faticano a incontrarsi in Italia. Inoltre, molte persone in cerca di lavoro spesso presentano una notevole mancanza di formazione ed esperienza rispetto alle competenze professionali richieste dalle aziende.

Di conseguenza, il risultato di questa situazione è che molte famiglie, in particolare i giovani, rimangono senza un'occupazione, mentre numerose imprese devono rinunciare a una parte significativa degli ordini a causa della mancanza di risorse umane per gestire le nuove commesse.

Un quadro complessivo preoccupante che si traduce in famiglie in condizioni di fragilità economica e aziende che non possono espandersi e creare nuova ricchezza da distribuire.

Le figure difficili da reperire

Il deficit di lavoratori è evidente anche attraverso i dati emersi da un'indagine condotta presso gli imprenditori italiani da Unioncamere-Anpal, che ha elencato le prime 50 figure professionali di difficile reperimento. Tra queste figure, risultano particolarmente difficili da trovare saldatori ad arco elettrico, medici di medicina generale, ingegneri elettronici/telecomunicazioni, intonacatori (compresi stuccatori, decoratori e cartongessisti) e dirigenti d'azienda (di istituti scolastici privati e strutture sanitarie private).

Meccanici collaudatori, infermieri/ostetriche, tecnici elettronici (installatori e manutentori hardware), tappezzieri e materassai, operai addetti a macchinari per la filatura e bobinatura, saldatori e tagliatori a fiamma, ingegneri elettronici, elettrotecnici e operai addetti ai telai meccanici per la tessitura e maglieria sono anch'esse figure di difficile reperimento sul mercato del lavoro.

Situazione critica al Nord Italia: Belluno al 25° posto

La situazione è particolarmente critica soprattutto nel Nord Italia, in particolare a NordEst, dove quasi la metà dei posti di lavoro rimane scoperta.

Bolzano, infatti, nel 2022 si è registrata l’incidenza percentuale più alta pari al 52,5 per cento. Seguono Pordenone con il 52 per cento e Gorizia con il 48,8 per cento. Belluno si trova nella prima parte della classifica al 25esimo posto (44,7%).

Le richieste di personale si concentrano principalmente su camerieri, commessi e addetti alle pulizie al Nord, mentre al Sud la domanda è rivolta principalmente a muratori, camerieri e commessi.

Classifica delle province per difficoltà di reperimento:

POSIZIONE PROVINCE INC. % DIFFICOLTA'
REPERIMENTO
1 BOLZANO 52,5%
2 PORDENONE 52,0%
3 GORIZIA 48,8%
4 PAVIA 48,3%
5 TRENTO 47,9%
6 UDINE 47,8%
7 BOLOGNA 47,7%
8 VICENZA 47,7%
9 LECCO 46,9%
10 PADOVA 46,8%
11 MACERATA 46,7%
12 ROVIGO 46,6%
13 TERNI 46,6%
14 CUNEO 46,5%
15 TREVISO 46,5%
16 ALESSANDRIA 46,2%
17 PERUGIA 46,2%
18 AREZZO 46,1%
19 VARESE 45,9%
20 AOSTA 45,4%
21 BIELLA 45,3%
22 MODENA 45,3%
23 REGGIO EMILIA 45,1%
24 MONZA E BRIANZA 44,9%
25 BELLUNO 44,7%
26 PISTOIA 44,5%
27 RAVENNA 44,5%
28 FERMO 44,3%
29 FERRARA 44,3%
30 CREMONA 44,2%
31 GENOVA 44,2%
32 TRIESTE 44,2%
33 COMO 44,0%
34 NOVARA 44,0%
35 FIRENZE 43,9%
36 VENEZIA 43,8%
37 BERGAMO 43,7%
38 CHIETI 43,6%
39 L'AQUILA 43,6%
40 SIENA 43,5%
41 LATINA 43,1%
42 ASTI 43,0%
43 BRESCIA 43,0%
44 PISA 43,0%
45 VERONA 43,0%
46 MANTOVA 42,8%
47 FORLI'-CESENA 42,6%
48 ANCONA 42,3%
49 TORINO 42,1%
50 PESARO-URBINO 41,9%
51 PARMA 41,8%
52 LODI 41,3%
53 VITERBO 41,00%
54 PRATO 40,7%
55 CALTANISSETTA 40,5%
56 LUCCA 40,4%
57 VERBANO-CUSIO-OSSOLA 40,2%
58 VERCELLI 40,2%
59 LA SPEZIA 40,1%
60 RIMINI 40,1%
61 SONDRIO 40,1%
62 ASCOLI PICENO 39,9%
63 MASSA 39,9%
64 PIACENZA 39,6%
65 CAGLIARI 39,2%
66 BRINDISI 39,0%
67 SASSARI 39,0%
68 SIRACUSA 38,8%
69 ISERNIA 38,5%
70 MATERA 38,5%
71 PESCARA 38,5%
72 LIVORNO 38,2%
73 BENEVENTO 38,1%
74 SAVONA 38,1%
75 TERAMO 38,0%
76 CROTONE 37,9%
77 ENNA 37,9%
78 REGGIO CALABRIA 37,9%
79 CATANZARO 37,7%
80 POTENZA 37,7%
81 RIETI 37,7%
82 FROSINONE 37,4%
83 IMPERIA 37,2%
84 MILANO 37,1%
85 RAGUSA 36,9%
86 COSENZA 36,7%
87 CAMPOBASSO 36,5%
88 CASERTA 36,5%
89 TARANTO 35,8%
90 AVELLINO 35,6%
91 NAPOLI 35,6%
92 PALERMO 35,1%
93 NUORO 35,0%
94 CATANIA 34,6%
95 MESSINA 34,4%
96 AGRIGENTO 33,7%
97 BARI 33,4%
98 ROMA 32,9%
99 GROSSETO 32,8%
100 ORISTANO 32,5%
101 LECCE 32,1%
102 SALERNO 32,0%
103 FOGGIA 31,9%
104 TRAPANI 31,8%
105 VIBO VALENTIA 31,7%

Difficoltà di reperimento raddoppiata

Da notare che nel periodo dal 2017 al settembre 2023, l'incidenza percentuale delle difficoltà di reperimento di personale è più che raddoppiata, passando dal 21,5% al 47,6%. Questa tendenza è destinata a peggiorare nei prossimi anni, dato il calo della natalità e l'invecchiamento della popolazione, che comporteranno la necessità di sostituire un numero crescente di lavoratori destinati al pensionamento.

Nel grafico qui sotto l'incidenza % difficoltà di reperimento dal 2017 a oggi:

Elaborazione Ufficio Studi CGIA su dati Excelsior Unioncamere Anpal

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