Ricalibratura

Calalzo di Cadore conclusi gli interventi in Praciadelan, Bottacin: “Aumenta la resilienza del territorio”

I lavori eseguiti hanno comportato, quindi, la riapertura dell’alveo nella parte centrale, con spostamento della ghiaia contro le sponde e la costruzione di scogliere rustiche mediante l’impiego dei massi ciclopici reperiti durante gli scavi.

Calalzo di Cadore conclusi gli interventi in Praciadelan, Bottacin: “Aumenta la resilienza del territorio”
Attualità Cortina e Cadore, 15 Giugno 2021 ore 09:25

Si sono conclusi i lavori, curati dai Servizi Forestali Regionali, di ricalibratura dell’alveo del torrente Oten a monte della località Praciadelan in Comune di Calalzo di Cadore.

Calalzo di Cadore conclusi gli interventi in Praciadelan

L'assessore al Dissesto Idrogeologico, Gianpaolo Bottacin ha spiegato:

“Alla vigilia di una stagione estiva che si annuncia promettente dopo i lunghi mesi di limitazioni dovuti al Coronavirus questa conclusione di lavori è un segnale sicuramente importante anche per lo sviluppo del turismo locale oltre che per la sicurezza del territorio”.

Il lungo tratto dell’alveo del torrente Oten a monte del ristorante “La Pineta” e dei numerosi altri edifici presenti nella piana di Praciadelan, si presentava infatti decisamente sovralluvionato a causa delle grandi quantità di ghiaie trasportate sia dal torrente stesso sia dai suoi tributari, in particolare la Val Diassa.

Riapertura dell’alveo

L'assessore ha spiegato:

“I maggiori apporti erano conseguenti oltre che a Vaia anche ai ripetuti forti episodi temporaleschi delle ultime stagioni estive. Data la minore pendenza del torrente, in questa località, rispetto ai tratti posti a monte, le ghiaie tendono infatti a depositarsi innalzando il letto, con la concreta possibilità che le acque possano uscire dal loro percorso naturale arrivando a minacciare le costruzioni”.

I lavori eseguiti hanno comportato, quindi, la riapertura dell’alveo nella parte centrale, con spostamento della ghiaia contro le sponde e la costruzione di scogliere rustiche mediante l’impiego dei massi ciclopici reperiti durante gli scavi. L’area antropizzata si presenta ora protetta da ulteriori divagazioni delle acque, con rientro del torrente nella sua sede naturale. Bottacin ha concluso:

“Lo scopo del lavoro di sistemazione, per il quale abbiamo impegnato 190.000 euro ha avuto l’obiettivo di proteggere gli insediamenti senza che la naturale evoluzione del rapporto tra il corso d'acqua e i versanti venisse completamente impedita. Un ulteriore e importante intervento per aumentare la resilienza territoriale”.

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