Si è concluso il procedimento disciplinare nei confronti di Salvatore Russotto, il conducente di autobus dell’azienda mestrina La Linea coinvolto nel caso dell’11enne rimasto a piedi a San Vito di Cadore.
Caso del bambino lasciato a piedi: Russotto rientra in azienda ma cambia mansione
Terminato il periodo di sospensione dal lavoro, il dipendente è rientrato in azienda, ma con un incarico diverso e in una sede differente rispetto a quella precedente.
La scelta di non tornare alla guida dei mezzi è arrivata dallo stesso Russotto, che ha chiesto una ricollocazione interna dopo il forte impatto personale e professionale provocato dalla vasta eco mediatica della vicenda, che per giorni ha occupato le cronache nazionali e i social network. Al centro del caso, il giovane studente Riccardo Zuccolotto.
Durante l’audizione davanti ai vertici aziendali, alla quale Russotto si è presentato affiancato da un rappresentante sindacale, le controdeduzioni fornite sono state ritenute convincenti.
A supporto della sua versione, anche le immagini della videosorveglianza, dalle quali emergerebbe che il minore non sarebbe stato fatto scendere dal mezzo, ma si sarebbe allontanato autonomamente.
Nonostante ciò, di fronte all’ipotesi di riprendere servizio come autista, seppur in un altro territorio, Russotto ha preferito intraprendere un percorso lavorativo differente, che lo accompagnerà fino al pensionamento.
Resta invece aperto il fronte giudiziario. Prosegue infatti il procedimento penale per abbandono di minore, avviato in seguito alla querela presentata dalla madre del ragazzo, Maria Sole Vatalaro, tramite l’avvocato Chiara Balbinot, nonna del bambino.
Si tratta di un reato procedibile d’ufficio: anche un’eventuale remissione della querela non sarebbe sufficiente a fermare l’iter giudiziario. In questo contesto, l’esito del procedimento disciplinare potrà comunque avere un peso nelle valutazioni dell’autorità giudiziaria.