FIGURACCIA

Esposto alla Corte dei conti per la cabinovia di Socrepes: “Mancano le carte”

L’impianto, annunciato come pronto per l’avvio dell’evento olimpico, non lo sarà nemmeno alla sua conclusione. Interrogazione della parlamentare Zanella sull'opera non finita in tempo per le Olimpiadi

Esposto alla Corte dei conti per la cabinovia di Socrepes: “Mancano le carte”

La funivia Apollonio–Socrepes di Cortina continua a sollevare interrogativi e polemiche.

Cortina, funivia ancora senza via libera: Ansfisa non ha ricevuto le certificazioni

Secondo quanto comunicato dall’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture (Ansfisa), mancherebbe infatti la documentazione necessaria per procedere alla verifica conclusiva dell’opera. L’ente ha chiarito di non aver ricevuto da Simico gli atti indispensabili per esprimere il proprio parere.

A rendere pubblica la risposta è Luana Zanella, capogruppo alla Camera di Alleanza Verdi Sinistra, che nei giorni scorsi aveva interpellato direttamente Ansfisa per fare luce sullo stato dell’intervento, inserito tra le opere olimpiche di Cortina.

Luana Zanella

Nel dettaglio, Zanella spiega che la richiesta riguardava l’invio dei documenti relativi alla sicurezza dell’impianto: dal certificato di fine lavori al piano di gestione dell’esercizio, passando per le certificazioni delle singole componenti e la relazione geologica.

“Senza questi elementi – sottolinea – è evidente che non potrà essere rilasciata alcuna autorizzazione”.

Alla luce della risposta ricevuta, la deputata annuncia l’intenzione di coinvolgere l’Autorità nazionale anticorruzione e la Corte dei Conti. Il motivo è legato al ruolo attribuito alla funivia, indicata come infrastruttura strategica per la mobilità e per l’accesso del pubblico durante i Giochi. Un ruolo che, secondo Zanella, non trova riscontro nei fatti: l’impianto, annunciato come pronto per l’avvio dell’evento olimpico, non lo sarà nemmeno alla sua conclusione.

Socrepes

Nel mirino finiscono anche le modalità di affidamento e i costi. L’appalto è stato assegnato direttamente, senza gara, mentre i principali operatori del settore, Doppelmayr e Leitner, avevano rinunciato a partecipare ritenendo insufficienti i sei mesi previsti per completare i lavori.

A questo si aggiunge l’aumento della spesa, passata dai 22 milioni iniziali a 35 milioni di euro. Un incremento che, conclude Zanella, richiede spiegazioni puntuali da parte di Simico.