Dazi Trump spaventano occhialeria bellunese, da sola vale il 75% dell’export provinciale
Berton: “È un serio ostacolo per un territorio come il nostro, altamente specializzato e fortemente esportatore”

Industriali bellunesi preoccupati per la decisione degli Stati Uniti di introdurre una tariffa aggiuntiva del 20% sui prodotti europei.
Dazi Trump spaventano occhialeria bellunese, da sola vale il 75% dell’export provinciale
Una misura che rischia di colpire in modo diretto due asset fondamentali dell’economia provinciale: l’occhialeria e la meccanica, entrambi fortemente integrati nelle filiere transatlantiche.
“Questi dazi rappresentano un serio ostacolo per un territorio come il nostro, altamente specializzato e fortemente esportatore – afferma Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti – L’occhialeria, in particolare, con marchi e produzioni di eccellenza riconosciuti a livello mondiale, e il comparto della meccanica di precisione, vedono oggi messa in discussione la loro competitività su un mercato strategico come quello statunitense.”
Nel 2024 l’export provinciale ha superato i 3,8 miliardi di euro, con il settore dell’occhialeria che da solo rappresenta oltre il 75% del valore complessivo. Gli Stati Uniti si confermano tra i primi mercati di riferimento, pur registrando un calo del 25,4% sull’anno precedente, pari a circa 296 milioni di euro in meno, segnale tangibile delle tensioni commerciali in atto.
“L’effetto immediato sarà un aumento dei costi, una riduzione della marginalità e una complessiva revisione delle strategie di fornitura e distribuzione – aggiunge Berton –. Ma a preoccupare è anche il quadro di lungo periodo, con un potenziale disallineamento strutturale degli equilibri commerciali globali e il rischio concreto di un processo di rilocalizzazione industriale verso gli USA, come dichiarato apertamente dall’amministrazione Trump. Uno scenario che mina alla base il modello produttivo europeo fondato su integrazione e specializzazione.”
Confindustria Belluno Dolomiti rinnova l’appello alle istituzioni italiane ed europee per una pronta attivazione diplomatica, accompagnata da interventi strutturali e fiscali. È necessario tutelare le filiere strategiche, preservare la capacità produttiva del territorio e sostenere la transizione verso nuovi mercati, in una fase di profondo riequilibrio degli assetti commerciali globali.
“È necessario che l’Europa reagisca in modo unitario, proporzionato e strategico, evitando escalation tariffarie che danneggerebbero entrambe le sponde dell’Atlantico. Ma è altrettanto urgente – a livello nazionale – mettere in campo misure straordinarie per sostenere le imprese. Condividiamo la proposta avanzata da Confindustria di introdurre strumenti fiscali come i superammortamenti al 120-130% sugli investimenti produttivi e i crediti d’imposta per le aziende più esposte. Sono strumenti concreti, già sperimentati con efficacia, che possono rafforzare la competitività e salvaguardare l’occupazione”.