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Borgo Valbelluna

Dell’emendamento promesso da Giorgetti non c’è traccia, gli operai Acc scendono in strada

L’emergenza attuale è fare arrivare finanza fresca nelle casse di ACC.

Dell’emendamento promesso da Giorgetti non c’è traccia, gli operai Acc scendono in strada
Attualità Belluno, 06 Maggio 2021 ore 10:41

Le notizie che danno per certa la mancata presentazione dell’emendamento al Decreto Sostegni mette a dura prova la pazienza e il senso di responsabilità delle organizzazioni sindacali e sicuramente le coronarie delle lavoratrici e dei lavoratori che pensano già all’ennesima beffa.

Dell’emendamento promesso da Giorgetti non c’è traccia

Lavoratori e sindacati sono furiosi contro Giorgetti, che aveva promesso di inserire nel Decreto Sostegni un passaggio ad hoc per la Acc, ma ora tutto è sparito  nel nulla.

Salta così il passaggio fondamentale per permettere la nascita di Italcomp e dare futuro ai 400 lavoratori della ex-Embraco che, proprio in questa settimana, si sono visti recapitare le lettere di licenziamento (il 22 luglio scadrà la cassa integrazione). Senza questo emendamento è molto difficile che si arrivi alla nascita del polo di produzione per compressori, un progetto già scritto e studiato nei minimi particolari, con tutte le commesse già disponibili ma bloccato per intervento della Ue che cavillava su interventi statali non consentiti.

Fiom Fim e Uilm parlano senza mezzi termini di dietrofront del Governo e chiedono per l’ennesima volta un incontro urgente. Per i dipendenti della ex-Embraco, con un piede fuori dall’azienda e la lettera di benservito già recapitata.

Ieri, mercoledì 5 maggio 2021 i lavoratori assieme ai sindacati hanno deciso di protestare scendendo in piazza

Giù la saracinesca anche in Veneto

A giugno, di questo passo e con le banche che hanno chiuso i rubinetti, anche la fabbrica veneta abbasserà la saracinesca. Così il rappresentante della Fiom-Cgil Stefano Bona:

“Basta false promesse. Abbiamo bisogno di risposte, qui la fabbrica chiude (…) dopo tutti i sacrifici inenarrabili che voi operai avete fatto per tenerla aperta. Fanno una pista per il bob a Cortina spendendo 40 milioni di euro e non ne hanno 10 da investire in un’azienda che darebbe lavoro e reddito alle persone. Ma ci rendiamo conto di cosa stiamo parlando? Siamo noi i bugiardi o sono loro incapaci di risolvere le crisi industriali?”.

Esplode dunque la rabbia dei lavoratori per i licenziamenti ex-Embraco e Wanbao-Acc.

FIM FIOM UILM Belluno sul piede di guerra

Le organizzazioni sindacali ribadiscono che il futuro non può prescindere dal presente, ed è indispensabile preservare la capacità produttiva che, nel primo quadrimestre 2021, ha prodotto compressori per il +40,7% rispetto al corrispondente periodo del 2020 e +16,9% rispetto alla media del triennio 2018-20; in termini di vendite per il +53,3% rispetto al corrispondente periodo del 2020 e +31,8% rispetto alla media del triennio 2018-20. Per quanto riguarda il fatturato i ricavi sono stati il +55,3% rispetto al corrispondente periodo del 2020 e +30,0% rispetto alla media del triennio precedente. FIM FIOM UILM Belluno spiegano:

"La mancanza di liquidità mette però fine a tutto questo ed avvia alla chiusura inesorabile dello stabilimento: sfidiamo qualsiasi fine economista a dimostrarci che è possibile far nascere Italcomp senza clienti e senza un’attività produttiva efficiente, sfidiamo qualsiasi esperto economista a sostenere che è più vantaggioso vendere ad un privato una società che non rappresenta più nessuna quota di mercato. L’emergenza attuale è fare arrivare finanza fresca nelle casse di ACC: avremmo tempo per definire la compagine futura, sulla quale le organizzazioni sindacali non hanno alcun pregiudizio a condizione che salvaguardi la produzione e i livelli occupazionali attuali".

I sindacati hanno poi aggiunto:

"L’emendamento è uno strumento che garantisce la sopravvivenza di ACC e pone le basi per qualsiasi sviluppo futurp. E' incredibile come lo Stato riesca a far arrivare risorse per sostenere le più improbabili attività ed iniziative sociali e non trovi il modo per sostenere un’industria con sicure e certe ricadute benefiche su tutto il territorio. E passato il 23 aprile, giorno di convocazione al MiSE, e siamo ancora in attesa del verbale della riunione, richiesto a gran voce da tutte le sigle sindacali. In quel documento sono racchiuse tutte le intenzioni e gli impegni del governo, tra cui la trasmissione dell’emendamento a mano ministeriale alla votazione delle Camere, ma ad oggi possiamo solo constatare 3 cose: niente verbale, niente emendamento, niente soldi".

Mobilitazione

I sindacati haanno concluso:

"Come può il sindacato continuare a sostenere le buone intenzioni se ad ogni prova il governo agisce in modo contrario a quanto promesso? Ora chi dirà ai lavoratori di non preoccuparsi, che si tratta solo di questioni tecniche? Lo capirà chi ha ricevuto la lettera di licenziamento? Lo capirà chi è messo in cassa integrazione o chi, dopo aver fatto straordinari, lascia in cassa parte della retribuzione? FIM FIOM UILM di Belluno, insieme alle lavoratrici ed ai lavoratori, non sono scoraggiate dai ripetuti tentennamenti della politica. Consapevoli e determinati come sempre, non faremo sconti a nessuno e a tutti chiederemo conto del loro operato e delle loro parole e si preparano pertanto ad una forte mobilitazione".

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(foto: Facebook Uilm Uil Belluno Sonia)