Le condizioni

Edim, cassa integrazione straordinaria fino a maggio: 184 lavoratori coinvolti e caccia a un compratore

Accordo a Monza-Brianza: proroga della CIGS per quasi tutta la forza lavoro tra Bellunese e Lombardia

Edim, cassa integrazione straordinaria fino a maggio: 184 lavoratori coinvolti e caccia a un compratore

Cassa integrazione straordinaria fino a maggio e una ricerca sempre più urgente di un compratore.

Edim, cassa integrazione straordinaria fino a maggio: 184 lavoratori coinvolti e caccia a un compratore

È l’esito del confronto che si è svolto questa mattina nella sede di Confindustria Monza-Brianza tra le organizzazioni sindacali, i rappresentanti degli industriali e la dirigenza di Edim, azienda di componentistica del Gruppo Bosch.

L’azienda ha formalizzato la richiesta di proroga della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS), ai sensi dell’articolo 22-bis, per il periodo compreso tra il 3 febbraio e il 5 maggio. La misura coinvolge quasi l’intera forza lavoro: 184 dipendenti su 186, di cui 137 nello stabilimento di Villasanta e 49 in quello di Setteville, nel Bellunese.

Ora l’attenzione si sposta su Roma, dove è attesa a breve la convocazione ufficiale del Ministero del Lavoro. Un passaggio decisivo per la ratifica dell’ammortizzatore sociale, pensato come strumento temporaneo di tutela del reddito mentre prosegue il tentativo di salvataggio dell’azienda attraverso la Composizione Negoziata della Crisi e la ricerca di un acquirente.

Alla base della crisi, un quadro complesso che riflette le difficoltà dell’intero settore automotive europeo. Edim, storica realtà della pressofusione e lavorazione dell’alluminio, risente in particolare del calo delle commesse legato alla crisi di Bosch, delle incertezze della transizione verso la mobilità elettrica e di un forte gap competitivo: i costi di produzione risultano fino al 40% superiori rispetto a quelli dei concorrenti asiatici e dell’Est Europa.

Ferma la posizione dei sindacati. La Fim Cisl Belluno Treviso esprime forte preoccupazione e annuncia massima attenzione in vista dell’incontro ministeriale.

“Siamo in attesa della convocazione per l’esame congiunto della richiesta – spiega Mauro Zuglian –. La CIGS è necessaria per tutelare il reddito nell’immediato, ma non può trasformarsi in un’attesa passiva. Con previsioni di calo dei volumi del 55% nel 2026, la preoccupazione è altissima. Monitoreremo ogni passaggio della vendita: chi subentrerà dovrà garantire una reale prospettiva industriale e la salvaguardia di competenze e occupazione”.

Le prossime settimane saranno quindi decisive per il futuro dell’azienda e per decine di lavoratori del Bellunese, in un contesto industriale che resta segnato da forti incertezze.