I dati

Export Belluno sopra i 5 miliardi ma frenato dagli USA: crolla l’occhialeria, vola la filiera del freddo

Nel 2025 export quasi stabile (-0,3%): pesa il calo del mercato americano, ma crescono macchinari ed elettronica e si aprono nuovi mercati

Export Belluno sopra i 5 miliardi ma frenato dagli USA: crolla l’occhialeria, vola la filiera del freddo

Export sostanzialmente stabile per la provincia di Belluno nel 2025, ma con profonde differenze tra i settori.

Export Belluno sopra i 5 miliardi ma frenato dagli USA: crolla l’occhialeria, vola la filiera del freddo

A dirlo sono i dati diffusi dall’Istat e commentati dal presidente della Camera di Commercio di Treviso-Belluno Dolomiti, Mario Pozza.

Nel dettaglio, le esportazioni bellunesi hanno superato i 5 miliardi di euro, segnando una variazione minima del -0,3% rispetto al 2024. Un risultato che però nasconde dinamiche molto diverse tra le principali filiere produttive del territorio.

“Per Belluno le esportazioni sono prossime alla stazionarietà (-0,3%). Il risultato fa media dell’andamento opposto di due importanti filiere provinciali”, spiega Pozza.

Da un lato, infatti, l’occhialeria – che rappresenta circa tre quarti dell’export provinciale – registra una flessione significativa del -5,2%, con una perdita di quasi 200 milioni di euro. A pesare in modo determinante è il crollo del mercato statunitense, primo sbocco commerciale per la provincia.

“Per Belluno gli Stati Uniti sono il primo mercato di sbocco: vale quasi 600 milioni di euro di export, il 12% del totale provinciale. La flessione verso gli USA è determinata dall’occhialeria”, sottolinea Pozza. Il comparto ha registrato un calo drastico del -39,9%, passando da oltre 870 milioni nel 2024 a circa 524 milioni nel 2025.

Una contrazione che, secondo il presidente, potrebbe essere legata anche a cambiamenti strutturali nelle catene produttive globali: “È plausibile che una parte dei volumi sia diventata flussi estero su estero o produzioni localizzate direttamente negli USA, anche per effetto dei dazi”.

Di segno opposto, invece, l’andamento della cosiddetta “filiera del freddo”, che comprende macchinari e componentistica elettronica. Questo comparto registra una crescita importante del +13,4% per i macchinari e addirittura del +115,6% per l’elettronica, più che raddoppiata rispetto all’anno precedente.

“È interessante osservare come le nostre aziende abbiano saputo compensare la frenata negli USA con nuove direttrici geografiche”, evidenzia Pozza.

In particolare, crescono a doppia cifra le esportazioni verso Paesi come Messico ed Emirati Arabi Uniti, oltre a segnali positivi anche in Europa, con Germania e Francia in recupero.

Nel complesso, emerge una strategia sempre più orientata alla diversificazione dei mercati, considerata essenziale in uno scenario internazionale instabile.

“La diversificazione, negli attuali scenari, è quanto mai necessaria. E questo processo lo stiamo favorendo da tempo”, conclude Pozza, sottolineando l’importanza di aprire nuove opportunità di business, anche guardando ai mercati emergenti del Sud-Est asiatico.

Accanto ai grandi comparti, si segnalano infine buone performance anche per il settore alimentare (+17,1%) e per il chimico-farmaceutico (+6,7%), mentre cresce anche l’import complessivo, segnale di un sistema produttivo ancora dinamico nonostante le criticità.