In Tribunale

Morte sul lavoro nei boschi di Gosaldo: imprenditore condannato a un anno e mezzo

Pena sospesa e provvisionale di 120mila euro a favore di ciascuna parte civile per la morte del boscaiolo Paolo Marcon

Morte sul lavoro nei boschi di Gosaldo: imprenditore condannato a un anno e mezzo

Un anno e sei mesi di reclusione, con pena sospesa, e il pagamento di una provvisionale di 120mila euro per ciascuna delle parti civili.

Morte sul lavoro nei boschi di Gosaldo: imprenditore condannato a un anno e mezzo

È la condanna inflitta a Federico Dalla Santa, imprenditore 60enne del Primiero, ritenuto responsabile della morte del suo dipendente Paolo Marcon, avvenuta il 7 aprile 2022 nei boschi di Gosaldo.

L’incidente si verificò in località Tre Ponti durante alcune operazioni di esbosco avviate dalla ditta “Dalla Santa”. In quella mattina era in corso il trasporto a monte dei tronchi tagliati tramite una teleferica del tipo “Greifenberg”.

Secondo quanto ricostruito, durante le operazioni uno dei tronchi trasportati si incastrò in una ceppaia, bloccandosi e mettendo sotto forte tensione l’intero sistema. Il carico si comportò come una fionda: parte del materiale venne scagliata lateralmente rispetto alla linea della teleferica, colpendo Marcon alla testa e alla schiena. L’impatto si rivelò fatale e per il lavoratore non ci fu nulla da fare.

Nel processo penale si sono costituite parti civili la moglie e le tre figlie della vittima, assistite tramite un legale fiduciario di Giesse Risarcimento Danni, gruppo specializzato anche nella gestione di casi di infortuni mortali sul lavoro.

«Ogni morte sul lavoro è una sconfitta per tutti», commenta Alain Menel, referente di Giesse a Belluno. «Dietro la formula “morte bianca” ci sono persone, famiglie e comunità colpite in modo irreparabile. Il lavoro, anche quando è duro e rischioso come quello nei boschi, non può trasformarsi in una condanna. È fondamentale fare piena chiarezza su ogni tragedia, per accertare i fatti e soprattutto evitare che episodi simili si ripetano».

Al datore di lavoro erano contestate violazioni del decreto legislativo 81 del 2008 in materia di sicurezza sul lavoro. In particolare, l’articolo 37 per la presunta mancanza di una formazione adeguata del lavoratore sui rischi legati all’attività di boscaiolo, e l’articolo 18 per non aver richiesto ai dipendenti il rispetto delle procedure aziendali previste in materia di sicurezza.