L'attacco

Pecora sbranata in Alpago, l’allevatore: “Non riuscivo a cacciare il lupo”

Ennesima predazione da parte del lupo vicino al centro abitato di Chies d’Alpago, colpito l’allevamento ovicaprino di Adriano Pedol

Pecora sbranata in Alpago, l’allevatore: “Non riuscivo a cacciare il lupo”
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Ennesima predazione da parte del lupo vicino al centro abitato di Chies d’Alpago, in via Tarcogna, in località Lamosano, nella notte fra lunedì e martedì.

Pecora sbranata in Alpago, l’allevatore: “Non riuscivo a cacciare il lupo”

Una pecora è morta sbranata mentre si trovava all’interno del recinto dell’allevamento ovicaprino di Adriano Pedol. La stessa attività, peraltro, subì una predazione simile all’inizio dello scorso luglio: quella volta morirono addirittura sei pecore.

“È stato molto complicato far uscire il lupo dalla recinzione – ha raccontato Pedol - Questo ci fa capire che l’animale non ha paura di nessuno, men che meno dell’uomo”.

Alla luce dell’ultimo episodio, Cia Belluno prende una forte posizione rispetto ad una criticità che sta mettendo in crisi l’intero comparto agricolo locale.

“In primo luogo – osserva il presidente di Cia Belluno, Rio Levis – serve un serrato confronto con le Istituzioni. Mi riferisco, in particolare, all’ente Provincia e ad una più ampia collaborazione col senatore Luca De Carlo, che ben conosce le difficoltà del bellunese. Ovvero, è necessaria una maggior disponibilità da parte sua. Le autorità competenti si rendano disponibili, subito, ad incontri ad hoc sul territorio insieme agli agricoltori e agli allevatori. Sono loro, gli imprenditori agricoli, le prime sentinelle. La questione della fauna selvatica è un problema che va affrontato e risolto in via definitiva, per il bene del comparto e della comunità”.

Tra le proposte avanzate da Cia Belluno, i grandi predatori vanno educati a rimanere distanti dai centri abitati e dalle greggi.

“Auspichiamo che si arrivi presto ad un piano di contenimento del lupo – continua - la Provincia dia la possibilità agli allevatori e ai pastori di intervenire immediatamente in caso di attacchi attraverso metodi dissuasivi, previa frequentazione di specifici corsi di formazione. Se già adesso, con un numero limitato di lupi, la situazione è questa con predazioni ormai quotidiane, cosa accadrà tra qualche mese?”.

Il tema del lupo, e più in generale dei grandi predatori, sta diventando un’emergenza pure in termini di pubblica sicurezza. L’attacco al gregge di Adriano Pedol, il secondo in pochi mesi, è avvenuto lungo la via di un paese, a pochi passi dalle abitazioni.

Cia, infine, sostiene con determinazione la modifica della legge 157 del 1992 denominata Norme per la protezione della fauna selvatica.

“Si tratta di una normativa superata. Nell’attuale contesto serve andare al di là del principio della protezione per giungere a quello di una corretta gestione della fauna selvatica. Pare ci sia un’apertura da parte del Governo continueremo a tenere alta l’attenzione sulla tematica in tutte le sedi opportune”.

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