il sopralluogo

Salvini a Cortina per visitare il cantiere della nuova pista da bob: "Siamo in anticipo"

L’appello degli industriali: “Qui bisogna cambiare l’intero sistema viario principale, a partire dallo sbocco a nord”

Salvini a Cortina per visitare il cantiere della nuova pista da bob: "Siamo in anticipo"
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Sopralluogo del vice premier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, al cantiere della nuova pista di bob in fase di realizzazione per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026.

Salvini a Cortina per visitare il cantiere della nuova pista da bob

Insieme al Commissario Governativo e Ad di Simico Fabio Saldini, il ministro Salvini ha visitato prima la base del cantiere in località Ronco e poi è salito per un sopralluogo dell’area in cui è già iniziata la costruzione effettiva dello slinding center, complimentandosi con i dirigenti della Pizzarotti, l'azienda di Parma affidataria dei lavori, e aggiungendo poi che i lavori sono in anticipo di 8 giorni rispetto al cronoprogramma.

Secondo alcuni, tuttavia, l’attenzione di Roma non deve fermarsi a Cortina

“La presenza del ministro alle Infrastrutture Matteo Salvini nel Bellunese è un segnale importante non solo in vista delle Olimpiadi: questo territorio ha l'urgenza di recuperare un “vuoto” infrastrutturale durato decenni – ha commentato Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti – Al ministro ci appelliamo perché oltre alle opere olimpiche – indispensabili e strategiche – si metta mano all'intero sistema viario provinciale, occupandosi di mobilità intervalliva e sbocco a nord”.

Le opere olimpiche, continua Berton, sono un primo passo fondamentale per recuperare terreno dopo decenni di mancati investimenti e scelte sbagliate. Da qui la richiesta, al ministro, di un'attenzione particolare per il Bellunese, ribadendo le richieste formulate recentemente anche dal Tavolo delle Infrastrutture della Provincia.

Il riferimento è al documento presentato nel marzo scorso dal coordinatore del Tavolo Vittorio Zollet allo stesso Ministro, dove si elencano alcune priorità come la messa in sicurezza della strada Agordina, la viabilità di accesso al Comelico e collegamenti più efficienti tra il Bellunese e la nuova Superstrada Pedemontana Veneta, arteria completata proprio nelle scorse settimane.

“Se da un lato, dobbiamo consentire collegamenti più veloci e sicuri all'interno della nostra provincia; dall'altro, occorre proiettarsi in una dimensione più ampia – spiega Berton, che torna sul tema dello sbocco a nord – Si tratta di un nodo che non è più rinviabile considerate le tante criticità che stanno interessando i valichi alpini, dal Monte Bianco al Tarvisio passando per il Brennero. Un nuovo corridoio viario e tecnologico andrebbe a beneficio dell’intero sistema Nordest e di buona parte della Macroregione Alpina. Pensiamo alla connessione che si verrebbe a creare con la Superstrada Pedemontana Veneta, che si innesta proprio in A27, o alle sinergie che si potranno attivare con il sistema degli aeroporti – Treviso e Venezia su tutti – e con l’Alta Velocità che sta prendendo corpo sempre sull’asse Est-Ovest”.

Berton ricorda una recente ricerca della Cgia di Mestre su dati Aiscat, che ha evidenziato come il numero di camion che transita ogni giorno lungo il tratto della A4 Milano-Venezia sia doppio rispetto a quello relativo alla Torino-Milano.

“Il triangolo industriale del Paese si è quindi spostato sul nostro versante: è questo oggi l’Asse portante dell’Italia. Lo sbocco a nord è quanto mai strategico per la manifattura italiana ed europea. Il made in Italy passa da qui – conclude Berton – Per questo confidiamo nell'azione del ministro e di questo Esecutivo: in ballo c'è il futuro delle terre alte, la loro attrattività e capacità di trattenere giovani, famiglie e imprese”.

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