Nostalgia

Vacanze a Cortina, l’ira degli ampezzani: "Tronisti e veline? Qui, una volta, camminavano re e imperatori"

Da Hemingway alle fashion blogger, Cortina d'Ampezzo rimpiange il passato....

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C’era una volta Cortina d’Ampezzo. Altro che "presunti vip" del giorno d'oggi. La storia delle vacanze nella Perla delle Dolomiti è lunga e gloriosa...

Vacanze a Cortina, l’ira degli ampezzani: "Tronisti e veline? Qui, una volta, camminavano re e imperatori"

Un luogo magico, incastonato tra le Dolomiti, dove trovavano dimora re, imperatori, poeti, scrittori e attori.

“Già intorno alla metà del XIII secolo – racconta il docente universitario Gian Camillo Custoza - il tedesco Alberto di Stade, nei suoi Annales stadentes, documenta l’esistenza di un itinerario di pellegrinaggio che da Roma arriva a Venezia e Treviso, risale le valli del Piave e del Boite, attraversa da sud a nord la conca ampezzana, valica il passo Cimabanche, oltrepassa Brunico e Fortezza, e arriva al Brennero. Una strada percorsa da pellegrini e mercanti ma anche da re e imperatori, a volta accompagnati dai loro eserciti”.

È il caso di Massimiliano I d’Asburgo che nel 1511 assedia il castello di Botestagno e conquista il vicino villaggio che gli abitanti ladini chiamano “Ampezo”. Prima della seconda metà del XIX secolo, però, nessuno dei viaggiatori transalpini del Grand Tour, diretti come Goethe in Italia, soggiornano in Ampezzo. Luogo bellissimo ma privo delle strutture ricettive in grado di ospitarli.

“Il famoso Hotel De La Poste, nascerà per iniziativa della famiglia Manaigo, come locanda annessa alla locale stazione di posta, solo nel 1804 – continua Custoza - La costruzione dell'Alemagna, terminata nel 1830, faciliterà l’arrivo dei primi turisti inglesi e tedeschi. Trent’anni dopo il pittore Josiah Gilbert e il naturalista George Churchill, pubblicheranno a Londra, con il titolo di “The Dolomite mountains”, il resoconto di alcune loro escursioni. A fine Ottocento arriva anche il treno a vapore: dai vagoni scendono Rudyard Kipling, Vita Sackville West ed Arthur Schnitzler. Nel 1898, Giosuè Carducci, nella poesia Cadore pubblicata in Rime e ritmi, canta le pallide Dolomiti”.

Nel 1901 i Menardi inaugurano il Palace Hotel Cristallo.

“Il Cristallo è apprezzato dal principe Lev Tolstoj che lo sceglie per un fugace soggiorno. Cortina diventa una località di villeggiatura mondana e cosmopolita. È l’agosto del 1907 quando l’allora principe Alberto del Belgio giunge per la prima volta a Cortina con l’intenzione di salire il Cristallo, il Piz Popena, e la Cima Piccola di Lavaredo”.

Negli anni venti e trenta del Novecento, Cortina d’Ampezzo è meta privilegiata di re e regine, altezze reali, aristocratici, intellettuali, ed artisti. Nel dopoguerra Giorgio de Chirico, Mario Sironi, Massimo Campigli, iniziano a frequentare Cortina. Il 31 luglio 1954, uno scoiattolo di Cortina, Lino Lacedelli conquista il K2 ed Ernest Hemingway scende all’Hotel de la Poste. Le Olimpiadi invernali del 1956 consacrano Cortina capitale internazionale del turismo e dello sport; i Monti pallidi tanto cari a Dino Buzzati, il Cristallo, le Tofane, le Cinque Torri, sono ora frequentati da turisti provenienti da tutto il mondo.

“La comunità dei villeggianti annovera aristocratici di antico lignaggio e numerosi intellettuali, quali Eugenio Montale, Alberto Moravia, e Giorgio Bassani, i conti Marzotto e la famiglia Agnelli, oltre ad alcuni industriali molto attivi in ambito culturale i Brion e i Mondadori – conclude Custoza - Negli anni Sessanta, Settanta, ed Ottanta, il Cinema conquista Cortina, sul set della Pantera Rosa, si palesano Blake Edwards, David Niven, Peter Sellers e Claudia Cardinale, Frank Sinatra gira il film “Il Colonnello Von Ryan”, Brigitte Bardot si fa fotografare alla guida di una Jeep davanti al Miramonti, Roger Moore è l’indimenticabile James Bond di “For your eyes only” che conquista una giovanissima Carole Bouquet. Non senza qualche rimpianto siamo arrivati alla storia più recente…”

Ed ecco come ci vedeva invece il "cinema rampante..."

 

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