Crisi alluminio Feltre

Vertenza Hydro, stop ai presidi: trovato l’accordo dopo il lungo vertice in Prefettura

Dopo il blocco dei camion e il tavolo istituzionale a Belluno si ferma la protesta dei dipendenti

Vertenza Hydro, stop ai presidi: trovato l’accordo dopo il lungo vertice in Prefettura

La mobilitazione presso lo stabilimento Hydro di Feltre si conclude con un’intesa siglata tra le parti. L’incontro, svoltosi a Belluno alla presenza del Prefetto, della sindaca Viviana Fusaro, dei sindacati e dei legali della multinazionale norvegese, ha permesso di sbloccare una situazione di forte tensione.

I lavoratori hanno accettato di sospendere i presidi permanenti a seguito delle rassicurazioni ottenute sulla continuità operativa del sito e sulla gestione degli ammortizzatori sociali.

Le cause della tensione e il blocco delle matrici

Il conflitto è scaturito nella notte tra mercoledì 18 e giovedì 19 febbraio, quando le maestranze hanno impedito l’uscita di alcuni autocarri carichi di matrici. I componenti erano destinati allo stabilimento di Ornago, in Brianza. Gli addetti hanno interpretato il trasferimento dei macchinari come un tentativo di svuotamento produttivo della fabbrica, attualmente in vendita. La proprietà ha giustificato l’operazione con la necessità di evadere gli ordini dei clienti, data l’impossibilità di produrre a Feltre a causa di un grave guasto alla linea elettrica da 130 mila volt.

Cassa integrazione e il futuro dello stabilimento

Il fermo tecnico degli impianti comporterà 17 settimane di inattività per consentire il ripristino dell’alta tensione. Durante il confronto, le sigle sindacali hanno preteso e ottenuto garanzie per i 106 professionisti coinvolti. Oltre alla cassa integrazione ordinaria, è stata discussa l’integrazione economica del salario per coprire le perdite dei sottoposti al provvedimento, poiché l’interruzione dell’attività non è imputabile alla volontà dei lavoratori ma a carenze tecniche strutturali.

La multinazionale norvegese ha confermato l’intenzione di cedere l’asset, ma l’accordo raggiunto impegna la proprietà a mantenere l’integrità tecnologica del sito feltrino. Le istituzioni locali e i rappresentanti dei lavoratori monitoreranno il rispetto degli impegni assunti anche in sede ministeriale, evitando che la ricerca di nuovi acquirenti coincida con un depotenziamento della storica fabbrica di alluminio. “Basta stratagemmi e scorciatoie“, hanno ribadito le sigle di categoria, sottolineando l’importanza di salvaguardare i livelli occupazionali nel Bellunese.