Cronaca
Comunità in lutto

Addio al partigiano "Bocia" Giacomo Coppe, l'ultimo superstite dell'eccidio del Ponte di San Felice

Se n'è andato all'età di 94 anni, e con lui sparisce l'importante testimonianza di coraggio e dolore di un'intera generazione. Quella che lottò contro i nazisti.

Cronaca Belluno, 11 Febbraio 2022 ore 11:04

Tutti lo chiamavano "Bocia" ma per l'anagrafe era Giacomo Coppe, ultimo superstite dell'eccidio del Ponte di San Felice nel 1944. E purtroppo, oggi, i verbi al passato sono una necessità, non un vezzo stilistico. Perché purtroppo, Coppe se n'è andato.

Addio al partigiano "Bocia" Giacomo Coppe

E con lui sparisce anche la testimonianza del valore, del coraggio, e del dolore, vissuto da un'intera generazione. Quella che scelse da che parte stare, contro i nazisti, per riportare la libertà nel nostro Paese. Una vita avventurosa quella di Coppe, dagli anni della Guerra nel suo territorio, il Bellunese, all'Argentina e al Belgio. Le miniere di carbone, e poi i ricordi. Tantissimi. E l'amore per la vita e per la libertà.

La militanza nell'Anpi e nel partito comunista. Nato a Limana, a 17 anni aderì al partito comunista insieme al padre. Dopo l'8 settembre del 1943 scelse di entrare in una brigata partigiana nella zona di Castion. Era il più giovane del gruppo. La notte a cavallo tra il 15 e il 16 luglio del 1944, però, il momento che più segnò la sua esistenza: informati da alcune spie, i tedeschi lanciarono un tremendo agguato al gruppo partigiano, uccidendo dieci compagni di Coppe.

L'ultimo superstite dell'eccidio del Ponte di San Felice

Lui riuscì a sopravvivere insieme ad altri due partigiani, prima tuffandosi nel Piave, poi nascondendosi tra i cespugli. Da quel momento la Guerra divenne una questione di sopravvivenza. E lui continuò a lottare fino alla fine del conflitto. Trovare lavoro, poi, fu un'impresa: per lui, partigiano e comunista, le porte erano sempre chiuse. E così decise di partire per l'America. In Argentina aprì un'impresa edile. E ci restò fino agli anni Settanta.

Poi, a causa del fenomeno crescente dei "desaparecidos", la scelta fu nuovamente quella di mettersi in viaggio. Verso l'Italia. San Fior, per essere precisi, nel Trevigiano, luogo d'origine della moglie. Lascia i due figli Marzia e Gianni, i due nipoti Chiara e Jenny. Il funerale, con rito civile, si svolgerà domani, sabato 12 febbraio 2022 alle 10 nella sala polifunzionale di San Fior.

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