Cronaca
Ricostruita la dinamica

Boscaiolo muore sul lavoro, il titolare nasconde il tragico infortunio

Era stato colpito dal cavo di una teleferica durante i lavori boschivi post Vaia, ma il suo capo aveva, probabilmente, cercato di modificare la scena dell'incidente.

Boscaiolo muore sul lavoro, il titolare nasconde il tragico infortunio
Cronaca Belluno, 28 Ottobre 2021 ore 12:20

E' stato colpito dal cavo di una teleferica, mentre era impegnato negli interventi boschivi a Sagron Mis, in Primero nel Trentino. E l'incidente risultò fatale: il 28enne Vitali Mardari, infatti, residente a Santa Giustina, morì il 19 novembre di tre anni fa. Ora, però, è stata ricostruita la dinamica e sono state riconosciute le responsabilità.

Boscaiolo muore sul lavoro, il titolare nasconde il tragico infortunio

E per il datore di lavoro, un 44enne agordino, è arrivata la condanna. Il Tribunale di Trento, infatti, ha inflitto 4 anni e 5 mesi per omicidio colposo aggravato dalla mancata osservanza delle norme di sicurezza sul lavoro. Per la famiglia, però, nessun risarcimento oltre la provvisionale: la vittima non aveva alcun rapporto di lavoro con il titolare dell'impresa.

L'incidente a pochi giorni dal disastro di Vaia

Si era da poco consumato il disastro di Vaia e Mardari si era accordato con il datore di lavoro per aiutarlo negli interventi boschivi nella zona di Val delle Moneghe a Sagron Mis. Ma senza un regolare contratto. Sul posto era insieme ad altri due boscaioli, tutti in "nero". Stavano cercando di tirare un cavo d'acciaio, per funzionare come teleferica nel trasporto del pesante legname. Ma a un certo punto il cavo si rompe e colpisce violentemente Mardari, scagliandolo a metri di distanza. Senza lasciargli scampo.

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I sospetti

Il corpo fu rinvenuto lontano, sul ciglio di una strada. E per i medici tale dettaglio è risultato da subito non coerente con la dinamica dell'incidente. Il sospetto avanzato fu quello che il titolare dell'impresa avrebbe cercato di modificare la scena dell'incidente, spostando il corpo del 28enne prima di chiamare i soccorsi.

La condanna

E le indagini hanno permesso proprio di fare luce su quanto accaduto quel tragico giorno. Di certo i lavoratori erano privi dei dispositivi di sicurezza, quindi non avrebbero potuto svolgere lavori rischiosi. E questo ha impedito all'imputato di ottenere le attenuanti. Il datore di lavoro poi è stato interdetto dai pubblici uffici per 5 anni e condannato a una provvisionale esecutiva di 110mila euro, oltre alle spese legali.