Trend preoccupante

Covid, Zaia: “Urgente recuperare posti letto negli ospedali” | +3.297 positivi | Dati 6 novembre 2020

Il Governatore: "A metà novembre il trend ci dice che potremmo avere oltre 250 terapie intensive e circa 2mila ricoverati".

Covid, Zaia: “Urgente recuperare posti letto negli ospedali” | +3.297 positivi | Dati 6 novembre 2020
Belluno, 06 Novembre 2020 ore 15:07

L’odierno punto stampa del Governatore da Marghera. Ospite la dottoressa Russo.

Bollettino aggiornato

20.005 tamponi effettuati nelle ultime 24 ore, +3.297 positivi oggi, 17.972 in isolamento, ricoverati 1.301 (+72), 174 terapie intensive (+4).

“Siamo con un piede nella fase 4, è il momento di massima turbolenza – ha detto Zaia, che ha tenuto la mascherina durante la conferenza per dare un segno di vicinanza agli alunni costretti a indossarle in classe – Verso metà novembre il trend ci dice che potremmo avere 250/300 terapie intensive“.

Il problema dei posti letti negli ospedali

Zaia ha poi confermato che questo “secondo Covid” infetta molti giovani (la maggior parte asintomatica) e si caratterizza per i ricoveri più che per le terapie intensive.  Gli over 70 i più colpiti: “Ma non vanno chiusi in casa come carcerati, serve che li aiutiamo noi con i nostri comportamenti”. Confermata anche la necessità attuale di recuperare più posti letto possibili “colonizzando” i servizi ordinari. “Nei prossimi giorni ci aspettiamo 1.800/2mila persone ricoverate“.

“Non escludo di dover chiedere un aiuto ai privati nei prossimi giorni, garantendo alcune prestazioni. Abbiamo bisogno di operatori e spazi”.

Poi la raccomandazione di evitare assembramenti e “strusci” nei centri storici nel fine settimana, visto anche il bel tempo previsto: “Piuttosto andate per i campi o al mare che c’è più spazio”.

L’intervento della dottoressa Russo

Per spiegare il sistema della raccolta dati e il “debito informativo” nei confronti del Ministero della Sanità, è intervenuta la dottoressa Russo:

“Con il decreto del 30 aprile sono stati messi a sistema tutti i dati che categorizzano le regioni, incluso il famoso Rt, un modo per vedere se il sistema di monitoraggio messo in piedi dalle regioni è performante o meno – ha spiegato la dottoressa – C’è un confronto continuo su questo con l’Istituto superiore di Sanità. Accanto a questo monitoraggio, è stato costruito con il ministero altro documento, che fa la cronistoria di quanto fatto dal sistema centrale con un capitolo riservato agli scenari epidemiologici regionali. E’ questo che fa fede per le eventuali misure da adottare a livello locale, ma non è vincolante”.

E ancora:

“Lo scenario giallo in cui ci troviamo segnala una contagiosità che corre, ma gestibile nel breve e medio periodo dal sistema sanitario. Siccome poi è stato detto che il Veneto non avrebbe fornito i dati, avevamo segnalato di aver avuto un problema informatico accumulando ritardo ma ieri mattina li abbiamo inviati. Non ci sono problemi a farci ‘riconoscere’ nell’area assegnata“.

E sulle probabilità della Veneto di mantenere la “fascia gialla” e non passare in “arancione”, la dottoressa ha confermato:

“Fondamentale l’utilizzo di mascherine ed evitare gli assembramenti, ma bisogna aspettare alcuni giorni per capire se le misure adottate avranno effetto e ci consentiranno di non avere peggioramenti”.

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