Tragedia in quota

Valanga a Casera Razzo, morto Carlo Notari: vigile del fuoco di 29 anni travolto durante un’escursione sul Monte Tiarfin

Due valanghe travolgono escursionisti nelle Alpi Carniche: soccorsi impegnati tra neve profonda e condizioni estreme

Valanga a Casera Razzo, morto Carlo Notari: vigile del fuoco di 29 anni travolto durante un’escursione sul Monte Tiarfin

Il bilancio delle operazioni di soccorso terminate nel tardo pomeriggio di ieri 1 febbraio 2026, conta una vittima e un ferito. Due distacchi nevosi distinti hanno colpito quasi simultaneamente le località di Sauris e Sella Nevea, mobilitando squadre di terra ed elisoccorso in condizioni meteorologiche avverse. La vittima è stata individuata sotto un metro di neve dopo ore di ricerche, mentre un secondo coinvolto è stato trasportato in ospedale in codice giallo.

Chi era la vittima

Si chiamava Carlo Notari, aveva 29 anni, era originario di Bologna e da pochi mesi prestava servizio al Comando dei Vigili del fuoco di Trieste. È lui lo scialpinista morto travolto da una valanga nella zona di Casera Razzo, sul Monte Tiarfin, nel territorio comunale di Sauris.

Carlo Notari

Il corpo è stato recuperato nel tardo pomeriggio di ieri, sepolto sotto circa un metro di neve, al termine di ore di ricerche condotte in un’area ampia e caratterizzata da accumuli instabili e più fronti di distacco.

Il decesso sul Monte Tiarfin

L’allarme è scattato intorno alle 14:00 presso l’area di Casera Razzo, a 1.800 metri di altitudine. Un testimone oculare ha segnalato al Nue112 il travolgimento di uno scialpinista da parte di una massa nevosa con un fronte di circa 50 metri. Il distacco si è verificato sul versante nord sopra Casera Tragonia, sotto il Monte Tiarfin.

Le operazioni sono state facilitate dalla presenza fortuita di alcune squadre del Soccorso Alpino impegnate in un’esercitazione nelle vicinanze. Nonostante l’impiego di tre unità cinofile, elicotteri della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco e della Guardia di Finanza, il ritrovamento del corpo senza vita è avvenuto solo intorno alle 18:00. Secondo i primi accertamenti, il decesso dello sportivo sarebbe sopraggiunto per i gravi traumi riportati durante il trascinamento e non per ipotermia.

L’intervento di soccorso a Sella Nevea

Parallelamente alla tragedia di Sauris, una seconda emergenza ha interessato la zona tra Sella Ursic e la Conca Prevala, a quota 2.000 metri. Una valanga ha investito un gruppo di cinque escursionisti, seppellendo uno dei componenti. I compagni di ascesa sono riusciti a estrarre immediatamente il ferito, che è stato rinvenuto cosciente ma in stato di ipotermia e con traumi multipli.

L’equipe medica giunta con l’elisoccorso regionale ha stabilizzato il paziente, trasferendolo d’urgenza all’ospedale di Udine. Gli altri quattro membri del gruppo sono rimasti illesi. Sul posto hanno operato i tecnici della stazione di Cave del Predil, la Guardia di Finanza e la Polizia di Stato.

Instabilità del manto nevoso e criticità

Gli incidenti odierni si inseriscono in un quadro di forte precarietà della neve. Il bollettino della Protezione Civile aveva emesso un’allerta di grado 3 (Marcato) sopra i 1.400 metri. Le cause principali dei distacchi sono individuate nella neve fresca accumulata e nella formazione di lastroni da vento in prossimità di creste e canaloni, oltre alla presenza di strati fragili nascosti nei pendii meno esposti al sole.

Solo pochi giorni fa, nella medesima località di Sella Nevea, altri due sportivi erano stati coinvolti in un distacco simile, riuscendo a salvarsi solo grazie all’attivazione dei dispositivi airbag.