È ricoverato in gravissime condizioni l’operaio di 53 anni, residente a Belluno, rimasto coinvolto nel drammatico incidente sul lavoro avvenuto verso le 11 di lunedì 2 marzo in via Scuole, nella frazione di Mugnai a Feltre.
Feltre, operaio travolto da pannelli caduti da una gru: è gravissimo
L’uomo stava operando all’interno di un cantiere edile, dove da alcuni mesi è in corso la ristrutturazione di un’abitazione su tre livelli, quando è stato travolto da alcuni pannelli in legno precipitati dalla forca della gru in funzione in quel momento.
Per cause ancora in corso di accertamento da parte dei tecnici dello Spisal, i pannelli sono caduti da un’altezza di circa dieci metri, colpendolo in pieno.
I colleghi presenti hanno immediatamente lanciato l’allarme. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, i vigili del fuoco di Feltre e una pattuglia dei carabinieri.
Dopo le prime manovre di stabilizzazione, effettuate con la massima urgenza e cautela, il lavoratore è stato trasportato in ambulanza all’ospedale di Treviso. I rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto sono ora affidati allo Spisal.
L’intervento del sindacato
Sull’episodio è intervenuto anche Francesco Orrù, segretario generale della CISL Belluno Treviso, che ha espresso “profonda preoccupazione” per l’accaduto e vicinanza al lavoratore e alla sua famiglia.
“Spetterà agli organi competenti individuare le responsabilità – ha dichiarato – ma alcuni aspetti vanno sottolineati. Ci si domanda se quel lavoratore fosse stato adeguatamente formato per operare in piena sicurezza in un cantiere edile e come sia stato possibile che i pannelli siano caduti dalla gru precipitando sul lavoratore, che tra l’altro non avrebbe dovuto trovarsi sotto un carico sospeso. Sono state seguite tutte le procedure di sicurezza previste per movimentazioni di questo tipo?”.
Il sindacato parla di un infortunio “probabilmente evitabile”, respingendo l’idea della fatalità: “In questi casi non esistono tragiche coincidenze, ma una catena di responsabilità, fatta spesso di procedure non rispettate, controlli non eseguiti, formazione non adeguata, eccesso di confidenza e sottovalutazione del rischio, manutenzioni non effettuate”.
Da qui l’appello a un “patto per la sicurezza” che coinvolga istituzioni, politica, associazioni datoriali e organizzazioni sindacali, con l’obiettivo di rafforzare formazione, informazione e controlli, riportando la tutela della salute e della vita delle persone al centro delle scelte nei luoghi di lavoro.