Prosegue l’attività di contrasto ai reati di violenza domestica e di genere da parte della Squadra Mobile della Questura di Belluno, che nella giornata di venerdì 9 gennaio ha arrestato in flagranza di reato un uomo accusato di atti persecutori nei confronti dell’ex compagna.
Incubo stalking a Belluno: arrestato l’ex compagno che la perseguitava da mesi
La vicenda ha avuto origine nel mese di settembre, dopo la decisione della donna – una cittadina georgiana classe 1977 – di interrompere la relazione sentimentale. L’uomo, un bellunese nato nel 1972, non si sarebbe rassegnato alla fine del rapporto e avrebbe dato avvio a una serie di comportamenti persecutori, intensificatisi nel corso dei mesi.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’indagato avrebbe tempestato la vittima di telefonate e messaggi, contattandola ripetutamente anche attraverso i social network. Parallelamente, gli appostamenti sotto l’abitazione della donna – dove lavora e vive come assistente agli anziani – sarebbero diventati quotidiani, generando in lei un forte stato di ansia e paura.
Il clima di costante pressione avrebbe costretto la vittima a modificare profondamente le proprie abitudini di vita: cambio del numero di telefono, limitazione delle uscite e timore di muoversi da sola per il rischio di incontrare l’ex compagno.
Le numerose dichiarazioni raccolte dalla donna e dalle persone a lei vicine hanno permesso alla Squadra Mobile di delineare il profilo dell’uomo, già noto alle forze dell’ordine per precedenti reati contro la persona e per una precedente condanna per stalking ai danni di un’altra vittima.
L’episodio decisivo si è verificato nella mattinata di venerdì, quando la donna, visibilmente spaventata, ha contattato gli investigatori segnalando la presenza dell’uomo sotto casa, intento a urlare il suo nome. Gli agenti della Squadra Mobile, con il supporto delle Volanti, sono intervenuti immediatamente sul posto, riuscendo a rintracciare e fermare l’uomo.
Arrestato in flagranza di reato, l’indagato è stato inizialmente posto agli arresti domiciliari. A seguito dell’udienza di convalida, l’Autorità Giudiziaria ha disposto nei suoi confronti la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla vittima, con l’applicazione del braccialetto elettronico.
L’operazione rientra nell’ambito delle attività previste dal cosiddetto “codice rosso”, a tutela delle vittime di violenza e persecuzione, confermando l’attenzione delle forze dell’ordine sul fenomeno dello stalking e della violenza di genere.