Un’infrastruttura strategica, pensata per decongestionare il traffico verso l’area delle Tofane durante le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Un obiettivo di buon senso che però non troverà realizzazione pratica, dato che i Giochi sono già cominciati, ma la cabinovia Apollonio Socrepes entrerà in funzione solo al termine del grande evento olimpico.
Cabinovia Apollonio Socrepes, in funzione dopo le Olimpiadi
A darne conferma, in un’intervista rilasciata al Tg Regionale del Veneto, è stato Enrico Ghezze, general manager impianti a fune Dolomiti ampezzane:
“Se tutto va bene ci vorranno una quindicina di giorni” ha dichiarato.
Nel dettaglio, Ghezze ha riferito che la fornitura è stata ultimata, la fune montata e funzionante, mentre le cabine sono in arrivo questa settimana. Il problema, tuttavia, riguarda i collaudi che, per un impianto così importante, hanno bisogno almeno di una settimana.

Oltre a ciò, mentre le stazioni a valle e a monte sono completate, manca l’area del parcheggio, necessaria per far entrare in funzione l’impianto. In tal senso, fino al termine dei Giochi, i collegamenti tra centro di Cortina e piste da sci continueranno con pullman-navetta.
Insomma, sotto questo punto di vista si tratterebbe di una beffa, dato che, per una questione di pochi giorni, l’opera non è stata pronta per le Olimpiadi invernali.
I costi dell’opera e le polemiche
L’opera, per cui sono stati investiti 35 milioni di euro, è stata pensata per il trasporto di 2.400 persone all’ora grazie a 50 cabine, ciascuna di 10 posti.
Ma sulla realizzazione di questa cabinovia, per la quale si è arrivati a una corsa contro il tempo per renderla operativa, non sono mancate le polemiche. Il progetto, infatti, era stato sottoposto a procedura accelerata e commissariamento, misure adottate per snellire autorizzazioni e iter burocratico, al fine di velocizzare i tempi di costruzione in vista della Olimpiadi.
Questo dettaglio, però, ha sollevato contestazioni di residenti e associazioni ambientaliste, che hanno fatto leva soprattutto sull’impatto che la cabinovia avrebbe avuto sull’equilibrio ambientale delle Dolomiti.