A Jesolo e nel Bassanese

Discoteche chiuse, un papà: "Perché mille controlli al Cer e loro invece fanno quello che vogliono?"

"Non è giusto far sentire chi rispetta le regole più stupido degli altri".

Discoteche chiuse, un papà: "Perché mille controlli al Cer e loro invece fanno quello che vogliono?"
29 Luglio 2020 ore 11:36

La discoteca “Muretto” di Jesolo non riaprirà. Persino il Prefetto ha dovuto commentare sconfortato con un lapidario “scene raccapriccianti” riguardo alla calca al chiuso senza mascherine dello scorso weekend (nella foto). Non riaprirà non per decenza, però, ma in polemica con stabilimenti balneari e ristoranti… perché loro “possono”.

Discoteche chiuse a Jesolo e Vicenza

Si vedrà poi a livello di multe per gestori ed eventualmente Comune (da verificare le autorizzazioni per il numero di posti), ma la sostanza non cambia. E anche a Tezze sul Brenta, nel Bassanese, stesso destino per il “Villa Pigalle” (8mila euro di multa) dopo un party a bordo piscina con assembramento di un centinaio di persone incluso.

Fatta salva la voglia di normalità, inutile ripeterci nel dire che la situazione non sembra più sotto controllo come qualche tempo fa (Esplodono focolai a catena, il Veneto non è più campione d’Italia nella lotta al Covid).

Il paradosso sollevato da un papà

E a proposito di paradossi, interessante (e virale) questa considerazione postata su Facebook da parte di Saverio Tommasi, che è un giornalista, ma in questo caso ancor prima un papà alle prese con regole un po’ “diverse” a proposito dei “Centri ricreativi estivi” (che si chiamano più comunemente Cer o Cre a seconda delle regioni):

A Jesolo, con la riapertura delle discoteche, si balla anche all’interno, fianco a fianco, senza mascherina.

Caterina e Margherita sono le mie figlie, e per andare al centro estivo prendono invece due pulmini diversi; Caterina ha sette anni e mezzo e deve anche indossare la mascherina e disinfettarsi le mani appena salito il primo gradino del pulmino.
Per entrambe, ogni giorno, noi genitori bisogna compilare un foglio in cui dichiariamo che stanno bene e non hanno né febbre né tosse.
Entrambe, quando salgono ognuna sul proprio pulmino, non possono avere nessuno accanto. Per ogni fila un solo bambino.

A Jesolo, e ovviamente in altre parti d’Italia, ballano invece così, come vedete in foto.

Io non ho dubbio che sia giusto fare come chiedono a Caterina e Margherita di comportarsi, perché sono convinto che i più fragili sia necessario proteggerli; ma non riesco a non pensare che quando girano tanti soldi – discoteche e un certo tipo di turismo – le regole si cambiano più facilmente e si chiudono entrambi gli occhi anche a costo di calpestare i più indifesi, e di far sentire chi rispetta le regole più stupido degli altri.

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