#Ioapro1501

Zaia non condanna i ristoratori che apriranno per protesta: "Non sono dei guerrafondai"

Il governatore: "Io questi esercenti piegati dalla crisi li capisco".

Zaia non condanna i ristoratori che apriranno per protesta: "Non sono dei guerrafondai"
14 Gennaio 2021 ore 14:29

Il grido di protesta dei ristoratori italiani è arrivato fino ai piani alti della politica. Anche a livello regionale, infatti, in tutta la Penisola si assiste in modo più o meno marcato, a prese di posizione da parte dei referenti istituzionali.

In Veneto è stato proprio il Governatore Luca Zaia a rompere gli indugi e a dare la propria lettura del fenomeno #IOAPRO1501 che, come annunciato dagli organizzatori, porterà decine di migliaia di esercenti a riaprire le proprie attività commerciali a partire dal 15 gennaio, in barba ai divieti e ai vari Dpcm.

Zaia non condanna i ristoratori di #Ioapro1501

Ne ha parlato proprio nella consueta conferenza stampa di giovedì 14 gennaio 2021, il presidente della regione Veneto Luca Zaia, a margine dei commenti relativi all’andamento della curva epidemiologica che, lo ricordiamo, sta registrando una lieve flessione. Un calo tanto atteso che lascerebbe ben sperare (sempre che il trend venga confermato nei prossimi giorni) per il futuro.

Quello che i commercianti chiedono è di poter lavorare – ha spiegato Zaia – Il loro è un grido d’allarme, un segnale che non può essere ignorato. Non si parla solo di ristoranti, ma anche di bar e di palestre. Le persone hanno paura, non hanno più risorse e sono di fronte a un bivio“.

Il governatore: “Non sono dei guerrafondai”

Non se l’è sentita, dunque, di condannare il gesto, il Governatore Zaia, ma anzi, sembra proprio che la sua posizione sia affianco agli imprenditori piegati dalla crisi economica e dal Covid.

“Questi soggetti che protestano non sono dei guerrafondai – ha rincarato la dose – Sono persone per bene, lavoratori, famiglie. Sono loro che hanno reso grande il nostro territorio, il Veneto, l’Italia”.

Sotto la lente dell’analisi del Governatore, poi, ci sarebbe anche il tema – che ormai tiene banco anche a livello nazionale – dei ristori previsti per i lavoratori e per gli imprenditori. Aiuti economici che, sembra, non siano all’altezza delle aspettative.

“I ristori non arrivano in modo copioso come era stato annunciato – ha concluso – Io questi esercenti piegati dalla crisi li capisco“.

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