Una giornata destinata a restare nella storia dello sport italiano e del territorio dolomitico.
Domenica olimpica da leggenda con Brignone, Vittozzi, Barp e Ganz
Quella di ieri, domenica 15 febbraio, è stata una vera e propria apoteosi olimpica tra Cortina, Anterselva e la Val di Fiemme: due ori, un argento e un bronzo che hanno acceso l’entusiasmo del pubblico e dato ulteriore forza al racconto dei Giochi di Milano Cortina 2026.
A emozionare Cortina è stata soprattutto Federica Brignone, capace di conquistare sull’Olympia delle Tofane l’oro nel gigante, dopo quello già ottenuto nel superG nei giorni scorsi. Un’impresa che ha fatto esplodere la conca ampezzana, confermando la località come palcoscenico ideale delle grandi imprese sportive.
A completare una giornata straordinaria, l’oro nel biathlon di Lisa Vittozzi ad Anterselva e il bronzo della staffetta maschile di sci di fondo in Val di Fiemme, con i “dolomitici” Elia Barp e Davide Graz protagonisti di una prova di grande carattere.
“Emozione pura – commenta Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti –. Questi risultati danno energia al territorio, alle sue comunità e alle imprese. Grazie a campioni come Brignone, Vittozzi, Barp e Graz, le nostre Dolomiti si stanno mostrando al mondo nella loro veste migliore”.
A metà Olimpiadi, per Berton, il bilancio è “galvanizzante sotto il profilo sportivo, organizzativo e logistico”, con Cortina capace ancora una volta di presentarsi al massimo livello.
Soddisfazione condivisa anche da Fondazione Cortina. Il presidente Stefano Longo parla di una giornata indimenticabile”, che celebra non solo le medaglie ma “la forza e la coesione di tutto il movimento italiano degli sport invernali”.
Un applauso particolare va a Elia Barp, atleta del Progetto Giovani, determinante nel bronzo della staffetta di fondo.
“Una domenica che entra nella storia dello sport italiano, bellunese e delle nostre Dolomiti” sottolinea il presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin. Che evidenzia non solo le imprese degli atleti, ma anche l’efficienza della macchina organizzativa e la capacità del territorio di accogliere grandi eventi, con una partecipazione massiccia e una gestione definita impeccabile.
Con i primi dieci giorni di Giochi che hanno già lasciato un segno profondo, ora lo sguardo è rivolto alla seconda parte delle Olimpiadi.
“Qui si sta scrivendo una pagina incredibile della storia dello sport” conclude Padrin. Una pagina che parla di medaglie, ma anche di identità, comunità e futuro.