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Cosa fare a Belluno e provincia: gli eventi del weekend del 20 e 21 novembre 2021

Ecco cosa poter fare nella splendida provincia abbracciata dalle Dolomiti.

Cosa fare a Belluno e provincia: gli eventi del weekend del 20 e 21 novembre 2021
Eventi Belluno, 19 Novembre 2021 ore 08:01

Gli appuntamenti imperdibili per il fine settimana in arrivo a Belluno e provincia. Ecco i nostri consueti consigli per sabato 20 e domenica 21 novembre 2021.

Cosa fare a Belluno e provincia nel weekend

BELLUNO. "Spettacolo Alla stessa ora il prossimo anno"

  • Sabato 20 novembre

Alla stessa ora, il prossimo anno è una commedia del 1975 di Bernard Slade, brillante autore canadese. E' una commedia sentimentale di rara comicità. George e Doris, entrambi sposati, s'incontrano per caso in un motel di San Francisco e tra loro scatta subito la scintilla, complice una bistecca, specialità del ristorante del motel. La commedia racconta la loro storia d'amore, le loro peripezie sentimentali nell'arco di ventiquattro anni. Una commedia d'amore capace di far ridere fino alle lacrime.

Alla stessa ora, il prossimo anno è sicuramente - dice il regista Antonio Zavattieri - una commedia molto divertente su amore e adulterio, ma ancor di più è un viaggio nel tempo che noi spettatori facciamo seguendo le vicende dei due amanti che ogni anno si ritagliano una pausa dalla consuetudine delle loro vite, incontrandosi clandestinamente in una stanza d'albergo per trascorrere una notte di passione, e per guardare l'altro e immaginarsi una vita diversa.

Noi, con loro, attraversiamo un periodo di venticinque anni e vediamo, attraverso le loro storie, il passaggio del nostro tempo provando quel brivido e quella vertigine che si prova nel fare un bilancio della propria vita. La commedia di Bernard Slade ha una storia di messe in scena molto ampia, da Broadway alle nostre sale, spesso con interpreti illustri e brillantezza da vendere, una comicità che è necessaria e contenuta meravigliosamente nella scrittura, ma come pura è necessaria l'emozione - conclude Zavattieri - che ci deve suscitare il riconoscerci nei protagonisti."

BORGO VALBELLUNA. Gara cross CSI di Sedico (con gli ex campioni azzurri De Nard e Dal Ri)

Una famiglia di corsa. Per papà Gabriele e mamma Federica non è una novità, anche se l’appuntamento che li attende ha il sapore di una ripartenza. La piccola Chiara, invece, si è già messa in luce nelle prime gare stagionali e tra qualche giorno avrà il piacere di applaudire gli illustri genitori, dei cui successi ad alto livello ha solo vaghi ricordi.

Domenica 21 novembre, nella quarta prova del campionato bellunese Csi di cross, organizzata dal Gs La Piave 2000 a Bribano di Sedico (inizio alle 10), gareggerà anche la famiglia De Nard quasi al completo. Sarà solo spettatore il giovanissimo Luca (20 mesi), ma correranno Gabriele, la moglie Federica Dal Ri e la primogenita Chiara, che ha già raccolto applausi nelle due precedenti tappe della rassegna Csi, a Ronchena di Lentiai e Boscherai di Pedavena, dove ha messo in fila, con il piglio della dominatrice, le coetanee della categoria “Cuccioli”.

Gabriele De Nard e Federica Dal Ri rappresentano l’Abc del cross azzurro degli ultimi vent’anni. Lui, 47 anni, sui prati è stato per tre volte campione italiano assoluto e ha vestito la maglia azzurra in 17 edizioni dei Campionati Europei (miglior risultato individuale il quarto posto di Thun 2001, mentre è salito per quattro volte sul podio a squadre, a partire dall’oro di Ferrara 1998) e in sette edizioni dei Mondiali. Lei, classe 1980, trentina di Cles, ha nel palmarés sette titoli italiani, dalla strada alla pista, al cross. Una versatilità che per diverse stagioni le ha consentito di ritagliarsi un posto tra le più forti fondiste italiane. In totale, Gabriele e Federica hanno indossato 42 maglie azzurre. La loro carriera ad alto livello si è conclusa da qualche stagione, ma la passione per la corsa non è mai venuta meno.

L’invito a partecipare al cross di Bribano di Sedico è partito dagli organizzatori del Gs La Piave 2000, visto che la famiglia De Nard abita poco lontano dal campo di gara. Gabriele e Federica non si sono tirati indietro. Come Chiara, vestiranno la maglia dell’Atletica Lamon, dopo aver chiuso la carriera rispettivamente con le Fiamme Gialle e con l’Esercito. Gabriele non corre un cross da cinque anni esatti: l’ultimo, a Osimo, nel novembre del 2016, coincise proprio con l’annuncio della chiusura dell’attività ad alto livello.

“La forma è quella che è – spiega l’ex capitano azzurro -. Faccio il finanziere e lavorando in ufficio, il desiderio di muoversi è sempre molto forte. Durante l’estate mi sono dato al ciclismo, ma la corsa è un’altra cosa. Infatti, appena ho ripreso ad allenarmi, mi sono spuntati vari acciacchi. L’ultimo è un problema al polpaccio che spero di risolvere da qui a domenica. Federica è decisamente più in forma: nell’Esercito può fare sport con continuità. Però l’importante è esserci, il risultato non conta. Chiara? L’ho vista bene, nei due precedenti cross è stata davvero brava”.

La presenza di Gabriele De Nard e Federica Dal Ri sarà un motivo di richiamo in più per un cross che promette di arrivare alla soglia dei 500 iscritti, provenienti non solo dalla provincia di Belluno. Sarà come salire su una macchina del tempo per tornare ad applaudire due campioni di qualche anno fa. La magia del cross è anche questa.

FELTRE. Maratona di lettura con Umberto Galimberti

Che cos’è la tecnica? Non è la tecnologia, spiega Umberto Galimberti. La tecnologia viene infatti costruita con i criteri della tecnica. La tecnica è la più alta forma di razionalità mai raggiunta dall’uomo. E’ la stessa razionalità che presiede a tanti aspetti della nostra vita, in primis all’economia, e che significa raggiungere il massimo degli scopi con l’impiego minimo dei mezzi. Il rischio, che già gli antichi Greci temevano, è di confliggere con le leggi di Natura. Per il nostro Occidente cristiano invece il problema neppure si è posto: è Dio che ha dato l’ordine di dominare, perciò fare tecnica è eseguire il comando di Dio. Non è un pensiero medievale, ma un’idea che appartiene alla nostra cultura anche oggi, anche adesso in cui la nostra capacità di fare supera quella di prevedere la conseguenza del nostro agire. La nostra abilità a fare robot – avvisa Galimberti – è decisamente superiore a quella di prevedere gli effetti di questi robot, esattamente come portiamo avanti ricerche per anni nei laboratori senza sapere spesso a quale fine stiamo mirando. Ci muoviamo alla cieca, cercando uno sviluppo all’infinito. Se Prometeo, il titano che nel mito donò la tecnica agli uomini, è colui che vede in anticipo noi siamo coloro che nel nome della tecnica vanno avanti senza sapere cosa troveranno. Non siamo più noi a controllare la tecnica, è lei che controlla noi: nella scienza, nella cultura, nella socialità, nella politica, nell’educazione.
La nostra psiche è preparata ad accettarlo? E c’è una strada per uscirne?

Umberto Galimberti 

Umberto Galimberti è stato professore ordinario di antropologia culturale, filosofia della storia, psicologia generale e psicologia dinamica all’Università Cà Foscari di Venezia. Dal 1985 è membro ordinario dell’International Association of Analytical Psychology. Ha collaborato con Il Sole 24 Ore dal 1986 al 1995, e dal 1995 a oggi collabora con La Repubblica. Tra le sue pubblicazioni più significative, tutte edite da Feltrinelli, ricordiamo: Il tramonto dell’Occidente nella lettura di Heidegger e Jaspers (1975-1984), Psichiatria e fenomenologia (1979), Il corpo (1983), Gli equivoci dell’anima (1987), Psiche e techne. L’uomo nell’età della tecnica (1999), I vizi capitali e i nuovi vizi (2003), Le cose dell’amore (2004), La casa di psiche. Dalla psicoanalisi alla pratica filosofica (2005). L’ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani (2007), I miti del nostro tempo (2009), Cristianesimo. La religione dal cielo vuoto (2012), Paesaggi dell’anima (2017), La parola ai giovani. Dialogo con la generazione del nichilismo attivo (2018). Perché. Cento storie di filosofi per ragazzi curiosi (2019). Perché. Cento storie di filosofi per ragazzi curiosi (2019. Heidegger e il nuovo inizio (2020). Che tempesta. Cinquanta emozioni raccontate ai ragazzi (2021). Il libro delle emozioni (2021). E’ inoltre autore unico del Nuovo dizionario di psicologia, psichiatria, psicoanalisi, neuroscienze (2018). E’ in corso di ripubblicazione nell’Universale Economica Feltrinelli l’intera sua opera, di cui alcuni volumi sono tradotti in francese, tedesco, olandese, spagnolo, portoghese, sloveno, ceco, serbo, greco e giapponese.

Come fare per partecipare

L'evento si terrà sabato 20 novembre, alle ore 20.30, all'Auditorium Istituto Canossiano. L’incontro è ad ingresso gratuito. Il numero dei posti è limitato ed una parte di essi è riservata a chi prenota.

FELTRE. Collezione di vetri veneziani Carla Nasci - Ferruccio Franzoia

  • Sabato 20 e domenica 21 novembre

Fino al 31 dicembre 2021 a Feltre, ai capolavori in ferro battuto di Carlo Rizzarda si aggiungono ora, in un intrigante connubio di forza e fragilità, i preziosi vetri d’autore della Collezione Carla Nasci-Ferruccio Franzoia: 800 pezzi che spaziano dal XVIII secolo alla contemporaneità, con uno speciale focus sulla produzione muranese e, in particolare, sui grandi “creativi” del vetro. Scarpa e Zecchin, innanzitutto. Con Martinuzzi, Buzzi, Tyra Lundgren, Paolo Venini, Massimo Vignelli, Fulvio Bianconi, Toni Zuccheri, Alfredo Barbini, Archimede Seguso, Flavio Poli, Tapio Wirkkala, Guido Balsamo Stella, Giuseppe Barovier e Guido Bin, pseudonimo di Mario Deluigi e a contemporanei come i Santillana, Sergio Asti e Luciano Gaspari. Per rimanere aggiornati su giorni e orari di apertura, consultare il sito web ufficiale.

DOVE: Galleria d'arte moderna Carlo Rizzarda, via Paradiso 8, Feltre (BL)