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Convocato tavolo Mise su Ideal Standard, Donazzan: “Stabilimento strategico da salvare”

Ideal Standard è uno stabilimento strategico e simbolico.

Attualità Belluno, 20 Ottobre 2021 ore 09:45

Aumenta la preoccupazione sul futuro dello stabilimento di Trichiana.

Convocato tavolo Mise su Ideal Standard

Cresce la preoccupazione sulla situazione di Ideal Standard, azienda di Borgo Valbelluna, Ideal Standard dove sono a rischio 500 posti di lavoro. L’assessore regionale al lavoro Elena Donazzan ha introdotto la conferenza stampa che ha visto intorno ad un tavolo le rappresentanze sindacali nazionali e territoriali di categoria per esprimere la propria posizione sul futuro dello stabilimento di Trichiana:

“La Regione del Veneto sarà presente a Roma al MISE all’incontro convocato il 27 ottobre 2021 nel quale si discuterà del futuro di Ideal Standard, che solo a Trichiana conta circa 500 lavoratori, senza contare quelli dell’indotto. Ideal Standard è uno stabilimento strategico e simbolico. Strategico e sul quale sono stati fatti degli investimenti nell’ultimo decennio, che hanno comportato grandi sacrifici da parte dei lavoratori stessi che si sono impegnati in prima persona per portare avanti la loro impresa. Simbolico perché il marchio Ceramica Dolomite è un emblema di qualità territoriale che non può andare perduto. Siamo qui tutti insieme, la Regione e tutte le rappresentanze sindacali, per dire che Ideal Standard è un presidio che non lasceremo”.

“Siamo preoccupati perché l’azienda Ideal Standard è una vecchia conoscenza che ha prodotto anche esperienze negative – ha ribadito nell’occasione Valentino Vargas, segretario nazionale FILCTEM CGIL -. Allo stato attuale resistono gli stabilimenti di Trichiana, per la produzione, Brescia, dove è localizzato il polo logistico e Milano dove si concentra il polo commerciale. È evidente che, se viene meno Trichiana, il resto non ha speranza. Lo sforzo che va fatto è di natura conservativa. Ad oggi la proprietà non ha presentato alcun piano industriale né di investimenti. Ci aspettiamo il peggio, ma faremo tutto il possibile affinché il polo produttivo rimanga. Questo potrebbe essere fatto attraverso la cessione dell’impianto a potenziali acquirenti, anche tra i concorrenti. A questo punto diventa fondamentale l’apporto delle istituzioni. Se quello della Regione del Veneto è innegabile, ci appelliamo al MISE perché sostenga questa soluzione”.

“Siamo fortemente preoccupati – ha indicato ancora Alessandro Rossini, segretario nazionale UILTEC UIL – confidiamo che il 27 ottobre l’azienda si presenti e ci dia notizie confortanti. Abbiamo fatto diverse ipotesi. Ora serve una decisione perché i lavoratori hanno il diritto di conoscere il loro futuro e non possono stare con questa spada di Damocle sulla testa”.

“Il management in questi mesi ha sempre smentito la chiusura – afferma Bruno Deola, Segretario FEMCA CISL Treviso e Belluno – ma, di fatto, ad oggi non abbiamo alcuna notizia. Il nostro coinvolgimento deve portare ad una soluzione che tenga conto dei lavoratori. Arrivati a questo punto vorremmo delle garanzie”.

“Siamo arrivati al giorno decisivo – sottolinea Denise Casanova, segretaria FILCTEM CGIL Belluno -. I lavoratori stanno vivendo con rabbia lo stillicidio di notizie e informazioni che si stanno rincorrendo. Ciò a fronte del profondo orgoglio che hanno nel realizzare prodotti che sono davvero made in Italy al cento per cento. Sono stati fatti investimenti strategici ai quali i lavoratori hanno contribuito con una parte dei loro stipendi”.

“Se lo stabilimento di Trichiana ha avuto successo – ha ricordato Giorgio Agnoletto, segretario UILTEC UIL Belluno – è grazie ai suoi lavoratori. Da inizio anno sono stati assunti 40 giovani. Questa è un’azienda capace di produzioni di altissimo livello, molto flessibile. Tutto ciò fa da contrasto con la situazione che stiamo vivendo difficile e la prospettiva che c’è ci impensierisce”.